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“Il giocoliere di Dio”: un dialogo sulla fede, senza paternalismi

Il nuovo film di Juan Manuel Cotelo racconta la storia della conversione di Paul Ponce e trasmette i valori della famiglia cristiana

“Dovevo provare anche io, dovevo fare qualcosa per Dio dopo tutto quello che lui ha fatto per me”. Questo è il sentimento provato da Paul che lo spinge alla conversione, questa la nuova storia raccontata da Juan Manuel Cotelo.

Il regista di Terra di Maria e Dio esce allo scoperto prosegue infatti la serie di docufilm Potrebbe succedere a te, con un episodio dal titolo Il Giocoliere di Dio.

Al centro della narrazione troviamo questa volta Paul Ponce, giocoliere famoso in tutto il mondo, noto soprattutto per essere stato il più giovane ad iniziare nella sua attività. Nato da genitori circensi, Paul inizia a sette anni a lavorare con il padre ottenendo quello straordinario successo che, come spesso accade, condizionerà la sua vita. Vizi, eccessi, viaggi, donne… tutto conduce Paul sulla “cattiva strada”, portandolo ad una generica indifferenza verso ciò che lo circonda, salvo il mondo artistico.

Ma nonostante si sposti per tutto il mondo, nonostante svolga lavori di prestigio come quello con la BBC per la Regina d’Inghilterra, Paul avverte una sensazione di vuoto. Un vuoto incolmabile, che nessun eccesso può riempire. Sarà l’iscrizione al catechismo in una parrocchia delle Bahamas, fatto solo per ricevere la cresima nell’eventualità di un matrimonio, a cambiare la sua vita. Le domande iniziarono a trovare risposta, e crebbe in lui la consapevolezza di non poter condurre la propria vita senza la presenza di Dio, avendo come obbiettivo il mero soddisfacimento delle proprie passioni. Così, decise di interrompere il proprio lavoro per un anno e partire in missione. L’esperienza che visse aprì i suoi occhi: “capii che la felicità era nel dare e non nel ricevere. Usai la giocoleria per far felici gli altri: bambino, giovani e anziani”.

Il Giocoliere di Dio tuttavia non è solo un film sulla conversione: la conversione anzi è l’espediente per trattare un tema socialmente rilevante come quello della famiglia.

Se la conversione ha permesso a Paul di aprire gli occhi sulla condotta della propria vita e sul valore che la sua testimonianza può avere, allo stesso tempo è stata la chiave fondamentale per comprendere la sua vocazione: il matrimonio.

Nel film si assiste così ad una preghiera che Paul rivolge a Dio, in grado di commuovere e di far capire il valore profondamente cristiano che il matrimonio può, e dovrebbe, assumere: “dato che sento tanta felicità, non so se mi stai chiamando alla vita consacrata o alla vita matrimoniale. Siccome credo che mi stai chiamando alla vita matrimoniale, allora ti consacro mia moglie, dovunque sia. Custodiscila, guidala, proteggila, portala per il buon cammino, la consacro al Tuo Sacro Cuore e a quello di Maria. Dio, nella sua Sapienza, ci impiegò 10 anni, e fu ciò di cui avevo bisogno. Furono 10 anni di purificazione, contemplazione, speranza, fede, carità… nell’attesa di mia moglie”.

La preghiera di Paul aiuta a comprendere non solo la profondità che ha raggiunto la sua conversione, ma il senso stesso del film di Cotelo. Lontano dalle polemiche a cui si assiste oggi, dai feroci dibattiti strumentalizzati e manipolati da media e politica, il regista non fa altro che promuovere la propria idea, la propria “ricetta” come ha spesso dichiarato, rafforzandola con un’affermazione perentoria e consolatrice: “Sì, il matrimonio e la famiglia cristiani sono ancora possibili!”.

La ricchezza dei suoi film sta dunque nel non avere pretese morali o paternalistiche, limitandosi alla pura diffusione di valori cristiani, troppo spesso dimenticati dalle arti audiovisive.

Per farlo, non basta però promuovere solo ciò che è bello e piace, ma bisogna indagare le diverse forme e manifestazioni della fede, arrivando a mostrare anche ciò che con la fede sembra non avere nulla a che fare. Ecco che ne Il giocoliere di Dio trova allora spazio un profondo dialogo tra Cotelo e un circense non credente. Anche qui, Cotelo non pretende di dare risposte definitive o risolvere in cinque minuti i dubbi di un’intera vita. Il regista non fa altro che mostrare una prospettiva diversa, per il circense e per tutti gli spettatori diffidenti, da cui se si vuole è possibile muovere il primo passo per la conversione.

In Italia il film sarà proiettato in anteprima a Magnago (MI) il 18 marzo, dopodiché sarà distribuito dal 19 marzo in DVD. Come sempre accade con le produzioni del regista spagnolo, è fondamentale la partecipazione di tutti: in questo caso le spese per il doppiaggio italiano saranno coperte (ad oggi lo sono per circa la metà) dalle donazioni e dall’acquisto in anteprima del DVD stesso, effettuabile sul sito della distribuzione Italiana Infinito+1 Italia. La distribuzione in DVD sarà affiancata da presentazioni in parrocchie richiedibili sul sito stesso.

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