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Il ddl Cirinnà e la falsa libertà di coscienza

Si discute molto dei diritti delle coppie omosessuali ma pochi pensano alla reazione dei bambini degli orfanotrofi qualora venissero adottati da due papà o da due mamme

Nei prossimi giorni il parlamento italiano sarà impegnato a discutere la legge sui diritti civili, che prende il nome dalla senatrice Cirinnà. I vari telegiornali riportano alcune divergenze all’interno della maggioranza di governo. Il dissenso all’attuale proposta di legge riguarda la possibilità dell’adozione per le coppie formate da persone dello stesso sesso.

Davanti all’incompatibilità di vedute, l’ultima mediazione politica sembra essere quella di lasciare ai parlamentari la libertà di coscienza. E proprio su questo aspetto è interessante fare delle considerazioni per aiutare a comprendere come questa decisione potrebbe deturpare il volto della nostra società.

I parlamentari vengono eletti per rappresentare le richieste dei loro elettori, i quali nominano l’esponente politico sulla base sulle proprie convinzioni sociali e politiche. Alcuni sondaggi, quantomeno quelli più attendibili, hanno messo in evidenza che solo un terzo della popolazione italiana è favorevole all’adozione dei minori da parte di coppie dello stesso sesso.

Allora la prima questione da porsi è cercare di capire la ragione che spinge ad agire con tanta fretta per approvare una legge che vede contraria la stragrande maggioranza dei cittadini italiani. I sondaggi devono essere tenuti in considerazione solo per le elezioni politiche oppure devono essere ascoltati anche quando vengono trattate le questioni etiche di interesse mazionale? Se si vuole decidere di proporre le istanze di una piccola minoranza, ha senso ancora parlare di democrazia o forse è più corretto usare il nome “oligarchia”?

Il secondo aspetto è la scelta politica di lasciare piena libertà di coscienza ai parlamentari, come se l’adozione alle coppie omosessuali fosse una questione privata e personale. La coscienza, quando è davvero libera, è illuminata dalla verità che la conduce a scegliere il vero bene per se stessi e per l’altro. Appellarsi alla libertà di coscienza sembra apparire più una mossa di astuzia politica piuttosto che una ricerca appassionata della verità, la quale rivendica il diritto sacro e inviolabile di un bambino a crescere all’interno di una famiglia dove siano presenti un padre e una madre.

La libertà di coscienza non sempre è garanzia di giustizia e di diritto, soprattutto quando è offuscata dall’ideologia che pensa ai bisogni degli adulti dimenticandosi delle necessità dei bambini. La mediazione politica, che appare unicamente preoccupata a soddisfare il bisogno innaturale di avere un figlio da parte di due persone dello stesso sesso, ha provato a sentire cosa ne pensano i bambini abbandonati riguardo alla possibile approvazione di questa legge? Hanno provato a immaginare la reazioni dei bambini negli orfanotrofi quando si vedranno arrivare due padri o due madri?

Dare l’assenso alla stepchild adoption, significa promuovere e favorire la pratica dell’utero in affitto, regolarizzando la schiavitù delle donne madri nei paesi poveri, e legalizzando la tratta di essere umani. Votare in parlamento per l’approvazione dello stepchild adoption significa diventare complici di organizzazioni che si occupano di mettere al mondo dei bambini e poi metterli in vendita al richiedente di turno.

L’auspicio è che le organizzazioni internazionali possano presto legiferare catalogando la pratica della maternità in affitto come tratta e commercio di essere umani.

Questa proposta di legge, lasciata alla libertà di coscienza dei parlamentari, dovrà considerare il desiderio e il bene di bambini, i quali vanno ascoltati attentamente anche se non possono esercitare il loro diritto di voto. Il loro silenzio e la loro fragilità non deve costituire ragione di negazione dei loro diritti. Un paese, quando nega i diritti dei più deboli, lascia una ferita che provocherà gravi disagi nella società futura.

La speranza è che libertà di coscienza, invocata a gran voce dalla mediazione parlamentare, possa custodire l’ordine naturale della società e rispondere al grido di dolore dei bambini. Quando la libertà di coscienza diviene schiava dell’ideologia e degli interessi di partito, viola la dignità della persona umana tradendo le aspettative dei più deboli della società.

L’auspicio che deve animare il dibattito politico è quello di favorire la diffusione dell’adozione per le famiglie naturali composte da uomo e donna. L’ente governativo della CAI, che non ha ancora pubblicato le statistiche delle adozioni avvenute nel corso del 2014, aiuti le famiglie italiane, composte da uno uomo e una donna, a sostenere ed incoraggiare il percorso adottivo.

L’Italia, che è stato uno dei paesi che ha registrato il maggiore numero di figli adottivi accolti negli anni precedenti, registra ultimamente un netto calo di ingressi. Vigilare, sostenere ed aiutare le famiglie tradizionali dovrebbe essere una questione prioritaria soprattutto per le esigenze dei bambini, i quali hanno il diritto a ricevere la tenerezza e l’affetto amorevole di una madre unita con la custodia e l’accompagno nella vita da parte di un padre.  

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