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Il corpo di Padre Pio trasferito nella nuova chiesa

Inaugurata da Papa Benedetto XVI

SAN GIOVANNI ROTONDO, martedì, 20 aprile 2010 (ZENIT.org).- Il corpo di San Pio da Pietrelcina (1887-1968) è stato trasferito questo lunedì dalla cripta del santuario di San Giovanni Rotondo – la città in provincia di Foggia in cui ha vissuto – alla chiesa inferiore che porta il suo nome.

I cappuccini hanno scelto la data dell’elezione di Benedetto XVI, che corrisponde anche all’inizio del loro 126° capitolo provinciale.

La traslazione è stata autorizzata dalla Congregazione romana per le Cause dei Santi.

La celebrazione è iniziato con la recita dell’Ora nona alle 16.15 nel santuario di Santa Maria delle Grazie (dove i resti mortali del santo riposavano da 42 anni), alla presenza dell’Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Michele Castoro.

La processione per la traslazione verso la chiesa di San Pio da Pietrelcina è iniziata alle 16.30, dopo un momento di preghiera e alcune parole dell’Arcivescovo.

L’urna che contiene le reliquie del santo è stata trasportata da dodici frati su un carro adornato con fiori colorati.

Monsignor Castoro ha presieduto l’Eucaristia alle 17.30, con la consacrazione dell’altare e la collocazione dell’urna sul pilastro centrale della chiesa, realizzata da Renzo Piano nel 2004.

Il pilastro è decorato con mosaici di padre Ivan Marko Rupnik sulla vita di padre Pio e di San Francesco d’Assisi.

La nuova Basilica è stata inaugurata da Benedetto XVI il 21 giugno 2009, durante la sua visita a San Giovanni Rotondo.

Il santuario di San Giovanni Rotondo è il terzo più visitato del mondo cattolico, dopo il Vaticano e la Basilica messicana di Nostra Signora di Guadalupe, con oltre sette milioni di fedeli all’anno.

L'”apostolo del confessionale”, come era noto padre Pio (il cui nome di battesimo era Francesco Forgione), dopo essere entrato nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini venne ordinato sacerdote nel 1910.

Nel convento di San Giovanni Rotondo fondò la Casa Sollievo della Sofferenza per accogliere i più bisognosi.

A 31 anni iniziò a sperimentare il fenomeno mistico delle stigmate (piaghe simili a quelle di Cristo inchiodato sulla croce).

Le stigmate rimasero per tutta la sua vita. La ferita sul costato, come le altre, grondava spesso sangue, soprattutto durante la Settimana Santa. Quelle delle mani erano nascoste sotto dei guanti di lana.

Le stigmate scomparvero senza lasciare tracce il 22 settembre 1968, il giorno prima della sua morte.

Oltre alla sua fama di santità si diffusero anche forti critiche contro la sua persona. Venne sottoposto a indagine dal Sant’Uffizio, motivo per il quale per tre anni non poté celebrare Messe in pubblico. Dopo anni di ricerche, si dimostrò che tutte le accuse erano false.

Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1999 e canonizzato il 16 giugno 2002. La sua festa liturgica si celebra il 23 settembre.

Per padre Felice Cangelosi, vicario generale dei Cappuccini, San Pio riposa ora in “un luogo più degno, in cui risplende la regalità di Cristo”, verso il quale padre Pio “ha indirizzato tutti i suoi figli spirituali”.

Monsignor Castoro, ricorda “L’Osservatore Romano”, ha osservato dal canto suo che “San Pio da Pietrelcina dalla nuova dimora terrena del suo corpo” ricorderà “la bellezza della vita divina verso la quale tutti dobbiamo camminare con fede, con speranza e, soprattutto, con carità, seguendo il sentiero già percorso da lui”.

“A San Pio abbiamo voluto costruire un sepolcro nuovo, ma desideriamo anche assicurargli che d’ora in poi noi stessi vogliamo vivere da uomini nuovi, vogliamo vivere una vita nuova, con propositi nuovi, per scrutare con occhi nuovi le necessità dei fratelli, secondo il comandamento nuovo, quello dell’amore, per giungere così a cantare un canto nuovo, il canto dei redenti”, ha aggiunto.

Il presule ha voluto quindi esprimere vicinanza a Benedetto XVI nel quinto anniversario della sua elezione a Papa, confermandogli “i nostri vincoli di affetto devoto e di profonda comunione”. “A lui assicuriamo la nostra preghiera e la nostra gratitudine per il suo illuminato magistero e la cristallina sua testimonianza”.

“Santità, so che il vostro cuore soffre molto in questi giorni per le sorti della Chiesa – ha riconosciuto -. Vi offro la mia preghiera e sofferenza quotidiana, quale piccolo ma sincero pensiero dell’ultimo dei vostri figli, affinché il Signore vi conforti con la sua grazia per continuare il diritto e faticoso cammino, nella difesa dell’eterna verità”.

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