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Piazza Santi Apostoli in Rome

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Il Collegio Nazareno nella storia della cultura di Roma

Presso l’arciconfraternita di Sant’Eligio de’ Ferrari si è svolta una giornata di studi per tenere viva la memoria della prima scuola pubblica della capitale

Nonostante l’inerzia delle Istituzioni locali non accenna a spegnersi la mobilitazione della società civile per tenere in vita il Collegio Nazareno, la prima scuola pubblica di Roma (1630), fondata da San Giuseppe Calasanzio, che ha ormai chiuso i battenti nei mesi scorsi e si appresta a diventare un albergo.

L’ultima iniziativa, organizzata da un gruppo di ex alunni e studiosi, si è svolta presso la centralissima arciconfraternita di Sant’Eligio de’ Ferrari e ha visto tra l’altro la partecipazione dei professori Giovanni Ettore Gigante – ordinario di fisica presso l’università Sapienza di Roma – e Adriana Maras – associato di mineralogia, presso il medesimo ateneo.

Obiettivo della manifestazione era infatti quello di evidenziare il prezioso legame storico, di marca plurisecolare, tra il Collegio e l’alta cultura scientifica di Roma, un dato di assoluto rilievo per lo sviluppo della ricerca scientifica capitolina, che con la chiusura della scuola rischia di andare definitivamente perduto.

Di particolare interesse da questo punto di vista è stata la fondazione del Gabinetto di fisica e scienze naturali avvenuto durante il pontificato di Benedetto XIV (1740-1758) e che avrà tra i suoi insegnanti più importanti proprio un discepolo di Calasanzio, il padre scolopio Bartolomeo Gandolfi (1735-1824), un protagonista indiscusso nel rinnovamento didattico degli studi fisici e chimici di fine Settecento.

Strettissimo sarà poi il rapporto tra la più celebre università romana e il Collegio Nazareno, i cui ex alunni – laici – nel corso del tempo andranno poi a ricoprire non poche volte incarichi d’insegnamento proprio presso le cattedre di fisica dell’ateneo fondato da Bonifacio VIII nel lontano 1303 con il nome di Studium Urbis. Una memoria insomma da conservare e possibilmente valorizzare se solo si pensa – ha osservato infine Gigante – che Roma, a fronte di un simile passato, resta tuttora l’unica grande capitale europea ancora priva di un museo della scienza.

Di analogo tenore anche l’intervento della professoressa Maras che ripercorrendo la vivace storia del museo mineralogico del Collegio (1751) – fondato dallo scolopio lucchese Giovan Vincenzo Petrini (1725-1824), più volte Rettore della scuola, da cui il nome di ‘museo petriniano’ – ha sottolineato come la sua istituzione preceda di svariati decenni quello dell’ateneo romano (il cui primo direttore tra l’altro fu pure uno scolopio, il padre Carlo Giuseppe Gismondi (1762-1824)), collezionando nell’arco del tempo anche lasciti e doni di prestigio da parte di personalità come l’imperatore asburgico Giuseppe II.

Ma oltre ad essere un polo museale scientifico di qualità, il Collegio è stato anche un luogo di notevole formazione, umanistica (ospitando un’Accademia degli Incolti, la cui protettrice fu nientemeno che Cristina di Svezia), morale e spirituale (con un’apposita Congregazione Lauretana), a trecentosessanta gradi, se si considera che per le sue aule sono passati Santi del calibro di San Vincenzo Pallotti (1795-1850) e San Leonardo Murialdo (1828-1900) e che proprio questa fama di scuola d’istruzione d’eccellenza riuscì a guadagnarsi l’attenzione di Papi come Pio IX – che la visitò, restando entusiasta, per tre volte – o Re d’Italia come Vittorio Emanuele III.

Anche per questo, insomma, oltre che per i ricordati meriti di pionieristico laboratorio d’istruzione pubblica in un tempo in cui la nozione stessa di scuola per tutti in Europa era praticamente sconosciuta dai più, la conservazione della sua memoria e la tutela dei suoi beni dovrebbero essere questioni di evidente interesse generale, anche a prescindere dal credo religioso o dalle ideologie politiche eventualmente professate.

Gli ex alunni, comunque, non si arrendono e promettono di andare avanti con la mobilitazione: la prossima iniziativa di sensibilizzazione culturale in programma è prevista sempre presso i locali della arciconfraternita, simbolicamente a due passi del Campidoglio, a inizio dell’anno prossimo.

 

 

 

 

 

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