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Il cardinale Ravasi a Varsavia per la XXI Fiera degli Editori Cattolici

Ospite d’onore a nome della Santa Sede, il porporato è intervenuto sui problemi della comunicazione nel mondo moderno

“Nel comunicare, i credenti devono essere conformi ai criteri di semplicità e precisione dei media digitali di oggi. Ad esempio i 140 caratteri dei tweet. Tuttavia anche un libro può ancora essere un modo importante per parlare di Cristo”. Così il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, è intervenuto ieri a Varsavia, durante la XXI Fiera degli Editori Cattolici dove la Santa Sede è stata ospite d’onore. L’evento si è concluso oggi, dopo l’avvio del 16 aprile.

Nel suo intervento, sul tema dei problemi di comunicazione nel mondo moderno, il cardinale ha sottolineato che “la parola è ancora alla base sia della predicazione cristiana, che del concetto di cultura”. Oggi, però, come risultato dello sviluppo della tecnologia, è cambiata la strategia di comunicazione umana, come dimostrano le tendenze dei giovani. “Le nuove generazioni di oggi utilizzano quasi esclusivamente media elettronici”, ha osservato il porporato, e ciò “influenza anche il loro modo di parlare e di comportarsi”.

Secondo Ravasi, “nei nostri tempi si è creato un nuovo ambiente di comunicazione e un nuovo modello antropologico”. Di fatto, ha rilevato, “i giovani che usano per la maggior parte della giornata internet attraverso gli smartphone e via dicendo, comunicano con il mondo in maniera molto diversa rispetto a quelli che ancora si rivolgono a giornali e libri”.

A proposito di libri, il presidente del Dicastero della Cultura ha sottolineato che “la Bibbia è ancora un grande codice della cultura occidentale”. Tuttavia, ha soggiunto, “viviamo in un tempo in cui si cancella la memoria delle grandi componenti del patrimonio culturale europeo”. Una situazione che, purtroppo, “si riferisce anche alla persona di Gesù Cristo, che anche per i non credenti è simbolo fondamentale della cultura occidentale”.  

Ormai, nell’era dei media digitali – ha proseguito il porporato -, si predilige un tipo di comunicazione caratterizzata da semplicità e immediatezza. Come i tweet, appunto, che contano solo 140 caratteri. “Già Cristo – ha detto Ravasi – ha adottato una forma simile di comunicazione con la gente, utilizzando discorsi (i logia) a volte ancora più brevi di un tweet di oggi”.

Oltre all’intervento di Ravasi, la Santa Sede è stata presente alla rassegna di Varsavia con due concerti del famoso Coro della Cappella Sistina. Durante la Mostra, inoltre, il cardinale Ravasi, insieme al prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il card. Gerhard L. Müller, e al patrologo padre Baszyli Degórski hanno ricevuto il premio speciale “Phoenix” per la promozione della cultura cristiana.

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