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Archbishop Dominique Mamberti

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Il cardinale Mamberti in Libano, speranze per un “miracolo”

A Beirut da ieri, il porporato parlerà con i responsabili civili e religiosi della questione dell’elezione del presidente della Repubblica e della situazione dei cristiani in generale

Si trova da ieri a Beirut il cardinale Dominique Mamberti, attuale prefetto del Tribunale della Segnatura apostolica e già responsabile dei rapporti del Vaticano con gli Stati. Venuto in Libano su invito del patriarca maronita, il cardinale Bechara Raï, il prelato vaticano – informa l’agenzia Asia News – resterà nella capitale libanese per una settimana durante la quale parlerà con i responsabili civili e religiosi della questione dell’elezione del presidente della Repubblica e della situazione dei cristiani in generale.

Si prevede che il porporato incontrerà il presidente della Camera, il Primo ministro e il ministro degli Esteri e che, discretamente, avrà colloqui con altri responsabili e uomini politici. Mercoledì, Mamberti sarà poi presente a un’assemblea generale dei patriarchi e dei vescovi cattolici e ortodossi orientali che si terrà a Bkerke. Si occuperà anche, inoltre, con i prelati che ne sono responsabili, della situazione dei tribunali ecclesiastici.

Ieri, il cardinale, che risiederà nella sede della nunziatura apostolica, a Harissa, ha compiuto una prima visita alla sede patriarcale di Bkerke, insieme al nunzio Gabriele Caccia e domani dovrebbe concelebrare la solenne messa di chiusura del mese mariano nella basilica di Harissa.

Da Bkerke il card. Mamberti si è detto felice di ritrovarsi nel Paese nel quale è stato consigliere di nunziatura dal 1996 al 1999 e che ha visitato come segretario per i rapporti con gli Stati. “Nel corso di alcuni pochi giorni che trascorrerò in Libano – ha detto – avrò numerosi incontri fraterni con un certo numero di personalità. In questo si deve vedere l’espressione dell’interesse e della preoccupazione del Santo Padre, che segue da vicino lo svolgimento degli avvenimenti in Libano e in Medio Oriente. Speriamo, con l’intercessione della Santa Vergine e dei santi del Libano, che questo Paese si manterrà stabile e che ritroverà, anche a livello sociale, il suo vero volto, quello nel quale tutti vivono insieme e collaborano per il bene comune”.

“Dedico i giorni che passerò qui – ha concluso – a Nostra Signora del Libano e ringrazio ancora i patriarca Raï per questo invito, senza dimenticare di esprimere la mia gioia per trovare di nuovo il patriarca Sfeir, che ho conosciuto bene durante la visita in Libano di Giovanni Paolo II. Vi porto, infine, la benedizione apostolica del Papa per il Libano, che occupa un posto speciale nel suo cuore”.

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