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Il card. Filoni lava i piedi ai rifugiati dell’Iraq

Il porporato, inviato dal Papa nel nord iracheno, celebra la Messa in Conea Domini nella cattedrale di Dehoc e svolge il rito della Lavanda dei piedi

Giovedì santo tra i rifugiati, per il card. Fernando Filoni, prefetto di Propaganda Fide, che in queste ore sta visitando i villaggi a nord del Kurdistan iracheno dove sono accolti migliaia di cristiani, yazidi e anche musulmani fuggiti dalle violenze dello Stato islamico.

Il porporato è atteso questa sera nella cattedrale di Dehoc, dove celebrerà la Messa in Coena Domini e laverà i piedi a 12 rifugiati. Questi ultimi esprimono costantemente gratitudine al card. Filoni, come lui stesso spiega ai microfoni della Radio Vaticana: “Devo dire che a volte hanno delle espressioni molto, molto, molto affettuose nel dire ‘grazie’: ‘Noi certamente stiamo meglio di tanti altri che soffrono di più’, e questa è una cosa che ha colpito tutti perché da loro non ce lo saremmo aspettato. E poi, c’è questa gratitudine: naturalmente manifestano la speranza di poter rientrare quanto prima nei loro villaggi e nelle proprie case. Nessuno ha chiesto di andare via; anche, in genere, dicono: ‘Vorremmo che quanto prima i nostri villaggi possano riaccoglierci in modo che noi possiamo ricominciare’”.

Il prefetto della Santa Sede afferma che alla Messa saranno presenti anche alcuni rappresentanti di comunità non cristiane. Un segno di fratellanza. “Questo, naturalmente, è molto bello perché è proprio il senso dell’unità, della fratellanza tra tutte queste situazioni dove, alla fine, non c’è differenza per la situazione di sofferenza, tra cristiani, musulmani e yazidi – dice -. È un piccolo esempio di comunione in questa Settimana di Pasqua che tutti, qui, abbiamo apprezzato”.

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