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Il buon cibo per la salute anche dell’anima (Prima parte)

Un libro di Maria Antonella Cauteruccio e di Maria Zanoni spiega la relazione tra alimentazione e salute, non solo per il corpo, ma anche per la mente ed il cuore

Ed è proprio per raccontare quanto la storia, la cultura, la salute fisica e mentale e la religione degli umani sia legata all’alimentazione, che Maria Antonella Cauteruccio, psicologa della salute, e Maria Zanoni, docente di Italiano e Storia specializzata negli studi sull’antropologia, usi, costumi e tradizioni popolari, hanno scritto il libro Salute e pane asciutto – Mediterraneo tra cultura dell’alimentazione e stile di vita, edito dal Centro Arte e Cultura 26.

Ha scritto nella prefazione Pierfranco Bruni, Rappresentante al Ministero Beni Culturali della Commissione UNESCO: “Un libro che ha una dimensione in cui la storia dell’alimentazione diventa la cultura di una identità. Non solo antropologia della vita quotidiana. Ma antropologia di essere radicati ad uno stile di vita i cui segni della solarità e del paesaggio della stagione stanno proprio nella certezza di una appartenenza”.

Più che un libro è una ricerca, ha aggiunto Bruni, che indaga nella cultura dell’alimentazione in uno scenario millenario e magico che è quello della Calabria e del Mediterraneo.

Una ricerca che intriga. Per questo motivo ZENIT ha intervistato una della due autrici, la psicologa della salute Maria Antonella Cauteruccio.

Che c’entra l’arte culinaria con la salute e la natura dell’uomo?

Maria Antonella Cauteruccio: Alimentazione e salute sono strettamente legate fra loro: regimi dietetici appropriati sostengono lo sviluppo e la salute degli esseri umani. Alla base vi è la riscoperta della validità e della convenienza del modello alimentare mediterraneo. Emerge proprio il profondo legame esistente fra il modo di mangiare, come il tipo di alimenti consumati e la modalità del loro consumo, ed il preoccupante aumento di certe malattie tipiche delle moderne società progredite dell’Occidente. Mi riferisco alle cosiddette “malattie da benessere” o “malattie da civilizzazione”, quali obesità, diabete, aterosclerosi, ipertensione, malattie cardiovascolari in genere, calcolosi, ecc. Non a caso nei detti popolari si sostiene che la salute si cura a tavola, fonte quest’ultima, per eccesso o per difetto, di tante malattie.

 

In che misura il bisogno biologico di sfamarsi può diventare anche cura e salute per il corpo?

Maria Antonella Cauteruccio: Siamo di fronte ad una triade meravigliosa che vede al centro un uomo, che da un lato ha bisogno di soddisfare bisogni primari (il nutrimento), dall’altro è il protagonista di strategie opportune, per il suo equilibrio corpo-mente (qualità e significati del nutrimento) e il più possibile applicabili per la vicinanza culturale ed ambientale (modello alimentare mediterraneo). Alimentazione mediterranea, prevenzione, salute: queste le parole chiave del nostro stile di vita! Il bisogno di nutrizione è comune a tutti gli esseri viventi. Nell’uomo, però, anche se questo deriva dal bisogno biologico, la risposta che esso ne riceve è elaborata socialmente. Infatti al bisogno primario del cibarsi si aggiunge l’influenza dalle esperienze di vita sui comportamenti alimentari, che investono la stessa nutrizione, l’attività di produzione del cibo e il patrimonio comune di idee e di modelli mentali tra le generazioni. È il patrimonio culturale che si traduce in stile di vita e comportamento alimentare. Sotto il profilo della salute ci si dovrebbe preoccupare non solo della “quantità” degli alimenti, ma anche della loro “qualità”. Il modo di alimentarsi è infatti uno dei più importanti e controllabili fattori di rischio, che possono rendere più facile e più probabile la comparsa delle malattie più diffuse. L’alimentazione umana è qualcosa di più che un semplice processo di nutrizione; a ragione si può affermare che gli alimenti hanno anche una dimensione culturale. Molti di essi servono comunque solo a soddisfare la vista, l’olfatto e il gusto, a prescindere dai loro effetti benefici.

[La seconda parte sarà pubblicata domani, mercoledì 8 gennaio]

About Antonio Gaspari

Cascia (PG) Italia Studi universitari a Torino facoltà di Scienze Politiche. Nel 1998 Premio della Fondazione Vittoria Quarenghi con la motivazione di «Aver contribuito alla diffusione della cultura della vita». Il 16 novembre del 2006 ho ricevuto il premio internazionale “Padre Pio di Pietrelcina” per la “Indiscutibile professionalità e per la capacità discreta di fare cultura”. Il Messaggero, Il Foglio, Avvenire, Il Giornale del Popolo (Lugano), La Razon, Rai tre, Rai due, Tempi, Il Timone, Inside the Vatican, Si alla Vita, XXI Secolo Scienza e Tecnologia, Mondo e Missione, Sacerdos, Greenwatchnews. 1991 «L'imbroglio ecologico- non ci sono limiti allo sviluppo» (edizioni Vita Nuova) . 1992  «Il Buco d'ozono catastrofe o speculazione?» (edizioni Vita Nuova). 1993 «Il lato oscuro del movimento animalista» (edizioni Vita Nuova). 1998 «Los Judios, Pio XII Y la leyenda Negra» Pubblicato da Planeta in Spagna. 1999 «Nascosti in convento» (Ancora 1999). 1999 insieme a Roberto Irsuti il volume: «Troppo caldo o troppo freddo? - la favola del riscaldamento del pianeta» (21mo Secolo). 2000 “Da Malthus al razzismo verde. La vera storia del movimento per il controllo delle nascite” (21mo Secolo, Roma 2000). 2001 «Gli ebrei salvati da Pio XII» (Logos Press). 2002 ho pubblicato tre saggi nei volumi «Global Report- lo stato del pianeta tra preoccupazione etiche e miti ambientalisti» (21mo Secolo, Roma 2002). 2002 ho pubblicato un saggio nel nel Working Paper n.78 del Centro di Metodologia delle scienze sociali della LUISS (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma) «Scienza e leggenda, l’informazione scientifica snobbata dai media». 2003 insieme a VittorFranco Pisano il volume “Da Seattle all’ecoterrorismo” (21mo Secolo, Roma 2003). 2004 ho pubblicato insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti” (Edizioni Piemme). 2004 coautore con del libro  “Emergenza demografia. Troppi? Pochi? O mal distribuiti?” (Rubbettino editore). 2004 coautore con altri del libro “Biotecnologie, i vantaggi per la salute e per l’ambiente” ((21mo Secolo, Roma 2004). 2006 insieme a Riccardo Cascioli “Le Bugie degli Ambientalisti 2” (Edizioni Piemme). 2008 insieme a Riccardo Cascioli il libro “Che tempo farà… Falsi allarmismi e menzogne sul clima (Piemme). 2008, è stata pubblicata l’edizione giapponese de “Le bugie degli ambientalisti” edizioni Yosensha. 2009. insieme a Riccardo Cascioli “I padroni del Pianeta – le bugie degli ambientalisti su incremento demografico, sviluppo globale e risorse disponibili” (Piemme). 2010 insieme a Riccardo Cascioli, è stato pubblicato il volume “2012. Catastrofismo e fine dei tempi” (Piemme). 2011 Questo volume è stato pubblicato anche in Polonia con l’imprimatur della Curia Metropolitana di Cracovia per le e3dizioni WYDAWNICTTWO SW. Stanislawa BM.

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