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The flight of a bird

Pixabay CC0

Il bene dell’altro

Voler bene si­gnifica lasciare libero l’altro; significa volere per lui il sommo bene, Dio. E chi sa amare non si attacca a niente, perché ha già tut­to

E chi non sa il proverbio: “Chi troppo vuole, nulla stringe?”. Ma altro è saperlo, altro è farne l’esperienza.

Mio zio Romano era appassionato agli animali a cui accudiva con una solerzia invidiabile. Come se si fosse sparsa la voce, ogni giorno si notava l’accorrere di uccelli e animali in sempre maggior numero.

Tra gli altri da alcuni giorni con pun­tualità, si affacciava un uccello rarissimo, bellissimo per i suoi colori, e leggiadro nel suo volo, un vero capolavo­ro della natura.

Romano lo contemplava ogni mat­tino e a lungo, gettando per lui qualche bocconcino prelibato. Finché un giorno si lasciò vincere dalla tenta­zione di prenderlo e portarselo in gabbia per aver­lo vicino e vederlo meglio.

Cominciò la caccia: bastarono alcuni gesti so­spetti di Romano, e quel rarissimo uccello, non so­lo non si lasciò prendere, ma non si fece più ve­dere. Romano allora cominciò a riflettere: quando volevo il bene di quella creatura, lasciandola libe­ra, la potevo vedere, godere, ammirare; appena ho cominciato a volerla per me, l’ho perduta.

Voler possedere significa perdere. Voler bene si­gnifica volere il bene dell’altro, lasciandolo libero; significa volere per lui il sommo bene, Dio. E chi sa amare non si attacca a niente, perché ha già tut­to.

Ciao da padre Andrea

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