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Foto: ZENIT - Claudio Ianniello

Il bene comune per un’impresa al servizio di tutti

Chiesa e mondo imprenditoriale a confronto al Festival della Dottrina sociale, con lo sguardo rivolto alla prossima Settimana Sociale dei Cattolici, in programma a Cagliari nel 2017

All’interno del Festival della Dottrina sociale, giunto quest’anno alla sesta edizione, si è svolta la tavola rotonda intitolata Imprenditori in rete per il bene comune. All’evento hanno preso parte diverse personalità ecclesiastiche e laiche: Mons. Galantino, segretario generale della CEI, Stefano Zamagni, economista, Cosimo Ferri, Sottosegretario alla Giusizia, Riccardo Donadon, Presidente di H-Farm, Filippo Liverini, Presidente di Mangimi Liverini spa e Antonio Sangermano, Sostituto Procuratore della Repubblica di Prato, Mons. Adriano Vincenzi, presidente della Fondazione Toniolo di Verona e coordinatore del Festival della Dottrina sociale.

Mons. Galantino ha aperto i lavori evidenziando la necessità di una “impresa di servizio”, che presti attenzione ai valori ed a tutto ciò che esprime l’uomo rendendo il mondo una “casa abitabile” per se stesso, per i suoi abitanti presenti e per quelli futuri in un’ottica di “ecologia integrata”.

L’intervento di Stefano Zamagni, invece, ha toccato temi come la corruzione e l’impresa civile. L’economista ha dichiarato: “Tanto più aumentano le leggi tanto più aumenta la corruzione” ed ha proposto tre strade da seguire per uscire dalla situazione attuale: “Abbandonare il conservatorismo compassionevole: noi curiamo gli effetti giudicati inaccettabili ma non aggrediamo le causa generatrice di quegli stessi effetti; capire che è necessario ripartire dalla centralità dell’impresa civile”.

Il rapporto fra etica ed economia è stato affrontato anche sul piano legislativo da Cosimo Ferri. Egli ha affermato che “occorre un cambio culturale, a cui anche il legislatore e il governo stanno lavorando, non solo innalzando le pene ma anche migliorando la qualità legislativa. Quindi meno leggi, più semplificazione, più certezza del diritto e prevedibilità delle decisioni. È la ricetta per consentire al cittadino, al mercato e all’imprenditore di sapere quello che è giusto e quello che non è giusto. In questo senso la chiarezza delle leggi, che tengano conto delle esigenze del territorio, della società e della tutela effettiva dei diritti, aiuta nella lotta alla corruzione. Si pensi alla materia tributaria: si deve partire da questo cambio culturale, semplificando per consentire poi all’impresa di proseguire il proprio lavoro e guardare con serenità anche al mondo della giustizia. Oggi giustizia, economia e anche etica devono viaggiare di pari passo per dare queste garanzie”.

Secondo Antonio Sangermano, è invece necessario “riumanizzare” la figura del pubblico ministero considerandolo “un cercatore di verità nel rispetto delle regole”. Nel corso del suo intervento, egli ha evidenziato il bisogno di considerare il pubblico ministero un attore indispensabile alla vita di uno stato democratico. Anche mons. Filippo Santoro, presidente del comitato delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, ha sostenuto l’importanza del valore del lavoro in quanto “fondamento di comunità e promozione di legalità”. In virtù dello stretto legame tra il Festival della Dottrina Sociale e la Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, Mons. Santoro ha ricordato che “l’obiettivo della Settimana è quello di realizzare un incontro partecipativo, un cammino corale che rinnovi l’impegno delle comunità cristiane”. Ciò sarà reso possibile nella prossima Settimana Sociale, in programma a Cagliari da 26 al 29 ottobre 2017, attraverso quattro differenti approcci: “la denuncia della mancanza di lavoro e delle situazioni di lavoro più inaccettabili; il racconto del lavoro e delle sue trasformazioni; la diffusione delle buone pratiche; l’ideazione di nuove proposte legislative ed esecutive”.

Le testimonianze provenienti direttamente dal mondo delle imprese sono state significative. Filippo Liverini, presidente di un’azienda di mangimi per animali, ha dichiarato: “Abbiamo sperimentato che le aziende più coesive sono quelle che ottengono più risultati. Ci piace considerare i nostri dipendenti dei collaboratori, la nostra azienda una sorta di famiglia allargata. Questo approccio, oggi, ci sta premiando, perché si è diffusa la voce della filosofia con cui lavoriamo e la gente ci sceglie”. Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni, ha invece ripercorso la storia della compagnia assicurativa ricordando come essa abbia corso i rischi più grossi proprio quando si è allontanata dai propri orizzonti valoriali. La situazione è cambiata negli ultimi anni perché “sono stati recuperati i valori fondanti dell’impresa, tornando ad essere aperti al mercato ed al territorio”.

L’intervento di Riccardo Donadon, invece, ha riguardato l’innovazione e la missione etica portata avanti da H-Farm, il maggiore incubatore di start up d’Italia. Donadon ha spiegato come la sua azienda si impegni ad aiutare i territori “a sviluppare imprese e supportare i ragazzi nello sviluppo di progetti imprenditoriali”. A proposito del rapporto fra etica ed economia, egli ha affermato: “Non si può pensare ad un mondo del lavoro in cui la dimensione umana passi in secondo ordine”.

La tavola rotonda si è conclusa con l’intervento di mons. Adriano Vincenzi, il quale ha dichiarato: “Nei periodi di isolamento, come quello in cui viviamo, trovare qualcuno che sceglie il bene rispetto alle scorciatoie dà un’iniezione di fiducia e coraggio agli altri imprenditori. In questo modo il Festival diventa uno sprone ad andare oltre, a fare meglio, a fare di più”.

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