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Il bastone e la carota

Custodiamo davanti agli occhi e nel cuore, Colui che, crocifisso, ci attira ad amarci “come e perché vi ho amati per primo”

Ogni pedagogo riesce a educare quando, come Dio, usa la fantasia di chi ama e, come Libàno, al bastone preferisce la carota. Quando il carretto e l’asino erano di moda, accadevano episodi come questo: l’anziano amico Libàno aveva l’incombenza dal suo datore di lavoro di trasportare da un capannone all’altro, tre quintali di legna. Erano quindi tre viaggi con il suo carretto, trainato da Annibale, il suo asinello.

Al primo viaggio, fatti pochi passi, l’asinello si rifiutò di proseguire. Libàno, per risolvere il caso, pensò come primo provvedimento ad un buon bastone. Ma Annibale non intendeva muoversi, né con le maniere dolci né con quelle sbrigative. Che fare?

Un’idea luminosa! In quei giorni la moglie di Libàno aveva fatto una buona provvista di carote per la famiglia. Il nostro Libàno andò nella dispensa, si armò di carote e, tenendole venti centimetri davanti al muso dell’asino, portò a termine i suoi viaggi. Ciò che non poté il bastone, poté la carota che, con la sua attrattiva, diventò il motore dell’asinello.

Forse è per questo che custodiamo davanti agli occhi e nel cuore, Colui che, crocifisso, ci attira ad amarci “come e perché vi ho amati per primo”.

Ciao da padre Andrea

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