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Il bambino e il salvagente

Imparare a nuotare in Lui, insegna a liberarci da noi stessi e dal nostro egoismo dandoci un prossimo da amare in ogni momento

Appena lasci il salvagente, appena desisti dal voler salvare te stesso, ad ogni bracciata possiedi il mare, godi la meraviglia del mare.

A dirti il vero, mentre al mare mi divertivo ad osservare come una mamma insegnava a nuotare al suo bambino, ho ricevuto una preziosa lezione di vita. Osservavo che il bambino, appena fatte alcune bracciate, era talmente impaurito da avvinghiarsi ben stretto al suo salvagente…

Allora la mamma lo lasciava incollato al suo salvagente e si discostava qualche metro. Da lì lo invitava a nuotare fino a lei…Fra mille resistenze, il piccolo alla fine immagazzinava tale fiducia da lasciare di nuovo il salvagente e percorrere in tutta fretta la distanza che lo separava dalla mamma.

Il gesto di allontanarsi della mamma e l’esercizio di fiducia del bambino permettevano al piccolo di staccarsi dal salvagente e percorrere distanze sempre maggiori. Insomma per imparare a nuotare si trattava di staccarsi in continuazione e ripetutamente dal salvagente e tuffarsi nella fiducia della mamma.

Perché il bambino impari a nuotare staccandosi dal salvagente, Dio gli offre l’invito della mamma; a me e a te per imparare a nuotare in Lui, insegna a liberarsi da se stessi e dal proprio egoismo dandoci un prossimo da amare in ogni momento.

Ciao da p. Andrea

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Per richiedere copie dei libretti di padre Andrea Panont e per ogni approfondimento si può cliccare qui.

 

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