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I vescovi francesi contro la “cultura individualista” che stravolge il matrimonio

Avviata lunedì, a Lourdes, la plenaria della Conferenza Episcopale d’Oltralpe. Oggi il messaggio del Papa a mons. Pontier: “Costruite una chiesa ‘con le porte aperte'”

“Contribuire a mantenere vivo l’ardore missionario” delle Diocesi della Francia “per l’annuncio della gioia del Vangelo”. E’ quanto auspica Papa Francesco per i lavoridella plenaria della Conferenza Episcopale francese, avviati questo lunedì nel Santuario Mariano di Lourdes.

In un messaggio a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, e inviato al presidente della Conferenza Episcopale francese, mons. Georges Pontier, arcivescovo di Marsiglia, il Papa si sofferma sui diversi temi al centro della plenaria che – dice – “riflettono la vostra preoccupazione di costruire una chiesa ‘con le porte aperte’, dove c’è spazio per ognuno con la sua vita faticosa!”.

“Lo Spirito del Signore ci spinge ad aprire nuove strade perché la Parola di vita possa essere offerta a tutti”, soggiunge il Santo Padre, ed invita i vescovi francesi a proseguire nell’impegno generoso a favore di chi soffre in varie parti del mondo, in particolare i cristiani in Medio Oriente. 

Proprio a loro ha rivolto un pensiero mons. Pontier durante il suo intervento in assemblea. Il presule ha dato ampio spazio ai temi di attualità internazionale, tracciando una panoramica sui preoccupanti sviluppi della guerra in Ucraina, del conflitto israelo-palestinese, e dei drammi subiti dai cristiani e dalle altre minoranze in Medio Oriente, esprimendo gratitudine ai musulmani francesi che hanno denunciato i crimini commessi dall’Isis. 

Al centro della riflessione del presidente dei vescovi d’Oltralpe c’è stato poi il recente Sinodo straordinario dei vescovi dedicato al tema della famiglia, che – ha ribadito – è la cellula fondamentale della società, “portatrice di vita” che va sostenuta e non infragilita dai diversi interventi legislativi.

Pontier ha infatti accennato ad alcune questioni del dibattito politico in Francia che saranno discusse dall’assemblea: il cosiddetto ‘matrimonio per tutti’, la procreazione assistita, la gestazione surrogata e il fine vita. Tutto questo è parte di quella “cultura individualista, poco sensibile alle ripercussioni sugli altri delle scelte personali” che minaccia oggi la famiglia, ha osservato il presule.

Ad essa – ha proseguito – si è aggiunta una cultura “che si lascia trascinare da una definizione senza fine di nuovi diritti individuali, senza valutare le conseguenze negative sulla concezione dell’uomo e sulla solidarietà necessaria alla vita sociale”. Così, lo sforzo legittimo di far avanzare la parità dei sessi “è arrivato al punto di dare legittimità a concezioni filosofiche militanti che negano la bella complementarietà portatrice di vita tra l’uomo e la donna, iscritta nella natura stessa di ciascun essere umano”.

Ne consegue che la natura del matrimonio vegna totalmente stravolta, e “invece di trovare soluzioni adatte alle questioni poste da situazioni particolari”, ha rimarcato il vescovo, “si vuole legiferare come se si dovesse imporre a tutti quello che viene rivendicato come utile o legittimo per qualcuno”.

Questo, spesso, aumenta il disprezzo nei confronti dei più deboli: “da una parte i bambini nella fase iniziale della loro vita”, come dimostrano i casi di procreazione assistita e gestazione surrogata che li pongono alla stregua di “beni di consumo qualsiasi”; dall’altra, “i malati e i anziani al termine della loro esistenza”. E a proposito di fine vita, il presidente della Conferenza Episcopale francese ha ribadito la posizione della Chiesa: ”L’accesso alle cure palliative deve essere reso possibile ed effettivo”.

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