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I vescovi del Sudan incontrano il Papa: “Una grazia…”

Illustrate al Pontefice le sfide della Chiesa locale, in particolare quella della pace in un momento di guerra. Francesco invitato a visitare il paese

“Una grazia e una benedizione”. Così l’arcivescovo di Juba, mons. Paulino Lukudu Loro, descrive l’incontro di questa mattina dei vescovi del Nord e del Sud Sudan con Papa Francesco, prima dell’Udienza generale. A Roma per un ritiro spirituale e per un incontro promosso dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, i presuli hanno riferito al Pontefice “alcuni punti dei nostri Paesi”, spiega mons. Loro ai microfoni di Radio Vaticana.

Ad esempio, “quello che riguarda la pace, cosa di cui abbiamo tanto bisogno. Adesso c’è la guerra, la gente soffre…”. La questione della pace – sottolinea l’arcivescovo di Juba, “resta ancora la priorità per tutti e due i Paesi, specialmente per il Sud Sudan, perché siamo in guerra. Senza pace la religione avrà delle difficoltà. La pace in Sud Sudan è ancora la priorità”. Poi, al Papa sono state presentate alcune sfide che la Chiesa deve affrontare, come la questione delle diocesi vacanti e della creazione di altre nuove, le vocazioni, il sostentamento del clero locale, che per vari problemi è difficile da mantenere e via dicendo.

I vescovi hanno poi invitato il Pontefice a visitare il Sud Sudan. Invito davanti al quale Bergoglio ha risposto: “Sono pronto. Vorrei, vorrei, vorrei, ma alla fine lasciamo tutto nelle mani del Signore”.

Sugli esercizi spirituali che si sono svolti il 12-17 gennaio, mons. Paulino Lukudu Loro trae un bilancio positivo, “dal 18 – aggiunge poi –  stiamo considerando in generale la situazione della nostra Conferenza Episcopale, quella del Sud Sudan e del Sudan, abbiamo parlato molto bene con il cardinale prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il cardinale Filoni; abbiamo studiato insieme la nostra situazione, se possiamo andare avanti insieme o divisi. Quindi per noi sono stati momenti molto belli”.

“Noi – prosegue – avevamo bisogno di vedere insieme ai nostri superiori della Congregazione come vanno le cose e come possiamo andare avanti. Ci sono tante domande da parte nostra su come realizzare tutto questo. È il momento di studiare la nostra situazione e trovare delle vie da percorrere, a partire dalla situazione della Conferenza episcopale alla questione delle diocesi vacanti: non abbiamo vescovi, ci sono circa quattro o cinque diocesi vacanti, senza vescovi. Questo è un punto di cui abbiamo necessità di parlare con i nostri superiori”.

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