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Rocks on the beach

Pixabay CC0

I tre fratelli

Ogni lavoro può essere opprimente, dignitoso o sublime a secon­da del valore, dell’intenzione, delle prospettive che dai al tuo sudore e alla tua fatica

Tre fratelli, Alberto, Gianni e Renzo, facevano gli scalpellini. Alla sera, dopo il lavoro, si riunivano con gli amici a raccontar­si la giornata. Alberto diceva a tutti che il suo era un lavoraccio rozzo e pesante; si sentiva abbrutire nel fare lo spaccapietre, nel passare il suo tempo a rompere le pietre con la mazza e lo scalpello. Gianni, invece, sereno, esprimeva la soddisfazione di poter, con il la­voro ed il proprio onesto guadagno, mantenere decorosamente la sua nu­merosa famiglia. Renzo, soprannominato l’artista, anche lui rompeva le pietre, anche lui manteneva la famiglia, ma il suo pensiero, ad ogni colpo di scal­pello dato alle pietre che levigava, era fisso allo scopo della sua opera. Con entusiasmo ripeteva a se stesso e a chiunque incontrasse: “Sto costruendo la cattedrale”. Ogni lavoro può essere opprimente, dignitoso, nobile o sublime a secon­da del valore, dell’intenzione, delle prospettive, dell’i­deale che dai al tuo sudore, alla tua fatica. “Nulla è piccolo di ciò che si fa per amore”.

Ciao da padre Andrea

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