Dona Adesso
Pregnant woman with fetus

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I bambini nascono per “contatto”, non per “contratto”

“Utero in affitto: la nuova frontiera dello schiavismo” è il titolo di una conferenza avvenuta a Verona. Intanto il ministro della Salute promette: “Fare dell’utero in affitto reato universale”

Il 20 Febbraio 2016 al convegno veronese Utero in affitto: la nuova frontiera dello schiavismo, è intervenuto il dott. Emmanuele Di Leo, Presidente della Steadfast Onlus, ex ufficiale dei Carabinieri e membro del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, organizzatore del Family Day.

Egli ha definito la pratica dell’utero in affitto “un mero atto commerciale, che prevede lo sfruttamento di donne, spesso in stato di indigenza, per realizzare il capriccio egoistico di alcuni soggetti e per sviluppare il business degli allevamenti di essere umani”. Talune organizzazioni infatti offrono “listini” di donne disposte ad affrontare una gravidanza per conto di altri soggetti (coppie etero sterili, coppie omosessuali, single).

“Avere” un bambino è consentito da un “contratto” che stabilisce le modalità della gravidanza, dei pagamenti, dei trattamenti sanitari e della consegna del bambino; la “biomedicina” permette, poi, di prelevare il seme e gli ovuli dalla coppia richiedente, o, nel caso di coppie omosessuali, da terze persone; questi vengono fecondati e impiantati nell’utero della madre surrogata per la gestazione.

L’intervento, che espone la donna al rischio di aborti spontanei, se necessario viene ripetuto. Se il feto “in produzione” non è di “qualità” viene soppresso, se nasce “conforme” viene subito spedito agli acquirenti. Secondo i dati del 3° Rapporto Mondiale sulle Tratte Sessuali (2012) sono 73milioni le vittime di tratte nel mondo, un dato che aiuta a capire quanto la criminalità possa incoraggiare il mercato della maternità surrogata poiché più redditizio di altri, meno rischioso, addirittura legale in alcuni Paesi, giungendo così a generare un potenziale giro di affari di 153 milioni di dollari annui. Dimostrazione spicciola che la “surrogazione” dell’utero non realizza un atto di liberalità, ma un nuova forma di schiavitù, la più remunerativa. Un motivo in più per ricordare a tutti che i bambini nascono per “contatto” e non per “contratto”.

Sul tema, il giorno dopo l’approvazione delle unioni civili, è intervenuta Beatrice Lorenzin, ministro della Salute. “Presenterò – promette – un testo per rendere l’utero in affitto reato universale e poter perseguire il reato anche all’estero. Intendo continuare attivamente questa grande battaglia di civiltà e umanità anche a livello internazionale, dando il mio contributo come donna e politico per costruire un grande movimento globale al di là degli schieramenti dei partiti”.

Impegno sul quale occorre vigilare, visto il precedente poco rassicurante. E’ doveroso segnalare, infatti, che il ministro, nel difendere l’operato del Governo e del proprio partito sulle unioni civili, ha anche dichiarato: “Affermiamo il diritto dei gay ad una vita piena. Ma affermiamo al contempo il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà”. Dichiarazione che mal si concilia con uno stralcio della stepchild adoption di mera facciata, in quanto il rimanente contesto di simil-matrimonio votato in Senato – una volta divenuto legge – consentirà comunque, per via giurisprudenziale, l’accesso all’adozione tout court da parte di una coppia omosessuale.

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