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Hiroshima / Wikimedia Commons - そらみみ, CC BY-SA 4.0

Hiroshima: la vera pace si costruisce sul perdono

Viaggio pastorale del card. Filoni in Giappone

La vera pace si costruisce sul perdono. Lo ha sottolineato ieri, mercoledì 20 settembre 2017, il card. Ferdinando Filoni in visita a Hiroshima, la città del Giappone rasa al suolo il 6 agosto del 1945 nel primo attacco nucleare della storia.

Il quarto giorno del suo viaggio pastorale nel Paese del Sol Levante (17-26 settembre), il prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli si è trasferito nella città martire, dove ha visitato insieme al vescovo locale il “Parco della Pace”, con il memoriale concepito come “perenne monito contro la follia atomica”, così scrive il quotidiano “L’Osservatore Romano” nella sua edizione di giovedì 21 settembre 2017.

Il porporato ha incontrato anche il clero, i consacrati e i battezzati della diocesi di Hiroshima, la quale conta circa sei milioni di abitanti ma solo poco più di 20.000 cattolici, così ricorda il quotidiano vaticano. Il cardinale prefetto ha celebrato anche la Messa nella cattedrale della città.

Mentre ha ricordato che oltre l’85% delle vittime furono “civili innocenti”, Filoni ha lanciato da Hiroshima “un triplice appello al perdono, alla verità e alla giustizia” “per la costruzione della pace autentica”, scrive L’Osservatore Romano, che sottolinea l’attualità del monito, non solo in Asia o nei Paesi del Medio Oriente, ma ovunque dove “la fabbricazione di armi enormemente distruttive” alimenta “guerre infinite e guerriglie”.

Il servizio della pace e il perdono

Il porporato ha ribadito l’importanza del “servizio alla pace” e del “perdono cristiano”, che ha definito un “atto di grande coraggio, che spezza le catene viziose della vendetta”.

Filoni ha esortato perciò a guardare non solo “allo scenario internazionale e alle decisioni dei leader politici, ma anche a noi stessi”. Occorre — così ha detto — esaminare il proprio personale contributo alla costruzione della pace e la propria capacità di perdono, per non rischiare di adottare un giudizio a doppio standard: rigido verso gli altri e indulgente verso se stessi.

Il vero sviluppo della pace inizia proprio dalla riflessione su di sé, sul modello di testimonianza che proponiamo”, ha proseguito Filoni, il quale ha ricordato che la promozione della pace cristiana è “un movimento non solo sociale, ma anche spirituale”.

Annunciare la “Buona notizia”

Oggi, ha detto Filoni nel suo discorso a sacerdoti, religiosi, religiose, fedeli consacrati e laici, Hiroshima significa città della pace, nella quale Dio non ha dimenticato l’uomo, non si è nascosto, ma vi abita”.

“Dio non si è fermato alle porte di questo Paese, che pur nobile e colto, attende il Regno di Dio”, ha proseguito il prefetto, le cui parole sono state riportate dall’agenzia Fides (20 settembre).

Filoni ha invitato quindi i cattolici ad annunciare la “gioia del Vangelo” a chi soffre. “Dite ai ciechi, ai sordi, ai malati, ai poveri, a chi è senza speranza, o soffre per la divisione delle famiglie, o ai drogati, o a chi pensa che il suicidio sia l’unica strada per porre termine alla desolazione e disperazione che per essi c’è una Buona Notizia”, così ha esortato. (pdm)

About Marina Droujinina

Giornalismo (Mosca & Bruxelles). Teologia (Bruxelles, IET).

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