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Pixabay CC0 - artverau, Public Domain

Grazie al Cielo

Anche al fagiolo che non proferisce parole, ma dice tutto, canta l’amore vero perché sa morire, nascere, fiorire e…si lascia mangiare

Chi lavora la terra ha un rapporto stretto con il cielo. In ginocchio accanto all’aiuola dell’orto. Posizione riverente quella di Franco, perché collaboratore del Creatore. Lo vedo con un punteruolo a forma di cono. Forava il terreno per seminare i fagioli.

Dopo pochi giorni spunta una fogliolina che annunciava il miracolo. “Sono qui per dirti che la terra ha obbedito al cielo”.

L’aiuola sembrava ringraziare Franco: “Con le tue attenzioni mi hai aiutata a trasformare in vita il seme mentre moriva. Hai creduto che “mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata una vita nuova nel cielo”.

Ed eccomi, dice il fagiolo: “Come vedi, obbedendo ai tempi del “divino Agricoltore”, mi sto moltiplicando. Anch’io ho creduto che il chicco di grano, caduto nel solco, se non muore rimane solo.

Sto invece diventando famiglia perché ho accettato di marcire per amore. E’ proprio vero che chi dona la vita la gode moltiplicata”.

Ringrazio la terra che ha obbedito alle leggi del cielo. Ringrazio il cielo che ha donato alla terra la capacità del miracolo: trasformare il seme e moltiplicarne i frutti per la vita dell’uomo.

Grazie a Franco che, lavorando la terra, consente al cielo di rivelarsi tramite il sudore di chi fatica per amore dei fratelli.

Mi viene spontaneo un grazie anche al fagiolo che non proferisce parole, ma dice tutto, canta l’amore vero  perché sa morire, nascere, fiorire e…si lascia mangiare.

Ciao da p. Andrea

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