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Gmg: “Noi Salesiani pronti a questo incontro di Fede”

Incontri, esercizi spirituali, volontariato all’insegna della Misericordia e tanta curiosità sulla strada del grande evento di Cracovia

Una torcia, un cappellino azzurro, una radiolina da cui ascoltare le traduzioni dalle diverse lingue, un tappetino, il libricino delle preghiere, l’immancabile bandiera italiana e una maglietta bianca con su scritto “ise”, una sillaba che da sola non significa nulla, ma che unita alle sillabe stampate sulle altre magliette formano la parola “Misericordia”.

Questo è il kit del pellegrino distribuito agli italiani per la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), che aprirà ufficialmente i battenti a Cracovia il prossimo martedì 26 luglio e terminerà domenica 31.

“Le bandiere verranno sicuramente scambiate con quelle di qualche altra nazione, come anche i cappellini – ride don Daniele Merlini, Delegato per la Pastorale Giovanile della Circoscrizione Salesiana dell’Italia Centrale –. È anche un ottimo modo per fare amicizia. I nostri ragazzi, poi, indosseranno queste magliette, in modo tale che, in fila, unendo le sillabe, nascerà la parola ‘Misericordia’, il tema portante del Giubileo e della GMG”.

Una lunga preparazione, quella a cui sono stati sottoposti i 1.500 Salesiani di tutta la Penisola pronti a partire alla volta della Polonia. Di questi, 330 provengono dalla Circoscrizione del Centro Italia. “L’anno scorso – spiega don Daniele – abbiamo celebrato il bicentenario della nascita di Don Bosco e questo evento ci ha proiettato verso la Giornata Mondiale della Gioventù. Ha dato una grande spinta allo spirito salesiano”.

Il punto cardine della preparazione di questi tantissimi giovani è stato capire nel profondo il messaggio lanciato da Papa Francesco: “Riscoprire le opere di Misericordia”. Da lì, sono partiti i primi incontri di formazione a livello regionale, poi gli esercizi spirituali in occasione della Quaresima, senza dimenticare il ruolo fondamentale che hanno svolto le singole diocesi. In particolare, quella di don Daniele, la Basilica del Sacro Cuore di Gesù, a Roma, ha accolto con grande entusiasmo il pellegrinaggio della statua della Madonna di Loreto e del Crocifisso di San Damiano, i due simboli che dal 1987 accompagnano gli italiani alle diverse GMG.

Per capire a pieno il significato della Misericordia, i ragazzi si sono dati da fare anche concretamente: hanno dato da mangiare agli affamati, distribuendo cibo ai clochard, hanno fatto visita ad alcuni pazienti del Policlinico Umberto I, hanno accolto pellegrini e immigrati. “Il Papa – afferma don Daniele –  è il primo che dice di crescere nella Fede e tirarsi su le maniche. Il Vangelo deve diventare visibile attraverso le opere di Misericordia, non bisogna essere troppo mistici, ma allo stesso tempo non si devono compiere azioni senza Fede”.

Quello che rende speciale questa edizione della GMG è che si svolgerà nella patria di origine dell’amato Papa Wojtyla. “Per molti di questa generazione – dice – Giovanni Paolo II è stato Il Papa. Sarà importante scoprire la sua terra natia, dove è vissuto e dove ha avuto la sua vocazione. Ricordiamo che Wojtyla fu il primo ad intuire la bellezza nel comunicare la Fede ai giovani grazie alla Giornata Mondiale della Gioventù. È innegabile che sia stato una guida fondamentale”.

“Quello che vorrei – dice don Daniele – è che i ragazzi non vivano solo l’evento in sé ma che ci sia anche una prosecuzione di questa esperienza nella vita delle comunità. Sono appena tornato da uno dei campi di formazione e molti dei giovani che erano con me partiranno alla volta di Cracovia. Sono contenti, percepiscono l’importanza di uscire dal proprio orticello, confrontarsi con altre culture, lingue, uscire da se stessi, viaggiare, aprire le proprie vedute. Glielo chiede anche papa Francesco ma per loro è naturale, ce l’hanno nel DNA”.

“Penso che vedere altre persone che abbiano i loro stessi valori possa aiutarli – conclude don Daniele – Spesso si pensa che i giovani credenti siano pochi, o comunque siano la minoranza, ma non è così. Ci sono tanti bravi ragazzi che vivono la Fede e la carità con convinzione”.

“Sono i giovani la vera forza. Aiutano i più deboli, i senza fissa dimora, i rifugiati, anche noi Salesiani – sorride – senza di loro non saremmo nulla”.

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