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Télam La Habana- Cuba, El papa Francisco y el jefe de la Iglesia ortodoxa rusa , el patriarca Kirill , se saludan durante una reunión histórica.Foto: AFP / MAX ROSSI / POOL

Gli auguri del Papa a Kirill per i 70 anni. In dono una reliquia di San Francesco

Il regalo e il messaggio del Pontefice consegnati al primate ortodosso dal card. Kurt Koch, in visita a Mosca

“Vorrei trasmettere a Sua Santità, il mio amato fratello in Cristo, un augurio personale e l’assicurazione delle mie fervide preghiere in occasione del suo 70° anniversario”. Con queste parole, Papa Francesco ha rivolto al patriarca Kirill i suoi personali auguri per il 70esimo compleanno del capo della Chiesa russa, le cui celebrazioni si sono concluse ieri dopo tre giorni di festeggiamenti e incontri ad alto livello.

Il messaggio del Papa – diffuso in italiano dal Patriarcato di Mosca – è stato consegnato ieri dal cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, durante un incontro nella residenza del Patriarca al monastero Danilovsky, a Mosca. “Ringrazio il Signore – scrive il Pontefice nel messaggio – per la sua generosa benedizione, e il dono a lei della vita e del ministero di Pastore della Chiesa ortodossa russa. Ringrazio per il suo contributo personale al riavvicinamento tra le nostre Chiese, e con grande calore ricordo il nostro incontro”.

Bergoglio ha poi donato al primate ortodosso alcune reliquie di San Francesco d’Assisi. “Ringraziando ancora una volta per una parte delle reliquie di san Serafino di Sarov – ha scritto – sono lieto di offrire una parte delle reliquie di san Francesco d’Assisi, mio protettore celeste”. “Questi due meravigliosi Santi – ha aggiunto – intercedono per noi presso Dio perché lavoriamo  in modo più affiatato per ottenere la pace e una unità completa. Per questo prega Gesù”.

All’incontro hanno partecipato da parte della Chiesa ortodossa russa: il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne metropolita Hilarion di Volokolamsk, il rettore dell’Accademia teologica di san Pietroburgo arcivescovo Amvrosij di Peterhof, il vicepresidente del Decr archimandrita Filaret (Bulekov) e il collaboratore del Decr sacerdote Aleksej Dikarev. In rappresentanza della Chiesa cattolica erano invece presenti il nunzio apostolico presso la Federazione Russa, arcivescovo Celestino Migliore, e il responsabile della sezione orientale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, monsignor Hyacinthe Destivelle.

A loro il primate ortodosso ha espresso la propria gratitudine per la partecipazione alle celebrazioni del suo genetliaco. “Lo interpreto come un buon gesto da parte della Chiesa cattolica romana – ha detto – e come un’opportunità per uno scambio di opinioni con voi sulla nostra agenda comune”.

Durante il colloquio, Kirill – informa AsiaNews – ha poi rinnovato l’auspicio per un’ulteriore collaborazione con la Santa Sede per riportare la pace in Siria. “Continueremo a lavorare con la Chiesa cattolica di Roma, con i suoi rappresentanti, per fare tutto il possibile per porre fine alle sofferenze delle persone e riportare la gente a una vita tranquilla”, ha detto. “Spero che la guerra finisca e che presto venga sollevata la questione della ricostruzione della Siria”, ha aggiunto, sottolineando che per i cristiani “è importante anche che vengano ricostruite le chiese e che la gente possa tornare alla sua normale vita religiosa”.

Il patriarca non ha mancato di denunciare l’inefficienza della lotta al terrorismo, se condotta in modo diviso: “Esistono due coalizioni contro il terrorismo, ma solo un’azione coordinata volta a raggiungere obiettivi concreti, può veramente sconfiggere il terrorismo”, ha affermato.

“Che il Signore benedica tutte le nostre patrie, tutta la Rus’ storica, di cui io sono Patriarca, tutti i popoli slavi fratelli, che oggi vivono in Stati indipendenti, ma che si nutrono di una fonte storica comune, santificata nelle acuisse del Dniepr”, ha poi aggiunto nel suo intervento, con implicito riferimento all’Ucraina, i cui rappresentanti non erano presenti ieri a Mosca.

[S.C.]

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