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Gli artisti e la funzione evangelizzatrice della bellezza

Una tavola rotonda a Roma riafferma il valore propedeutico dell’arte per un percorso di fede

La bellezza ci renderà liberi è il suggestivo titolo di una tavola rotonda tenutasi il 20 febbraio 2016 a Roma, presso il Centro Saint Louis de France. L’iniziativa s’inquadra nell’ambito delle attività del gruppo La diaconia della bellezza, fondato da Anne Facérias, Daniel Facérias e Mons. Dominique Marie Jean Rey, vescovo di Frejus-Toulon.

Il gruppo La diaconia della bellezza è composto da poeti, musicisti, pittori, scultori, architetti, cineasti, attori e ballerini che vogliono costruire un ponte tra gli artisti e Dio, per riaffermare la funzione evangelizzatrice ed il valore propedeutico dell’arte per un percorso di fede, nella direzione che fu indicata da Papa Giovanni Paolo II con la celebre Lettera agli Artisti. A questo proposito, giova ricordare che il gruppo si è costituito a Roma nel 2012, durante il sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, sotto l’egida del cardinale Paul Poupard, che fu presidente del Pontificio Concilio della Cultura proprio durante il pontificato di Karol Wojtyla.

Più recentemente il tema è stato ripreso da papa Francesco, che scrive nella Evangelii Gaudium: “È bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione alla ‘via della bellezza’. Annunciare Cristo significa mostrare che credere in Lui e seguirlo non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda”.

Numerosi gli artisti presenti alla tavola rotonda, tra i quali spiccano diversi componenti del gruppo: Ettore de Conciliis, Giorgio Ponte, Fulvio Mérolli, Daniel Facérias, Anne Facérias, Pier Luigi Berto, Luca Bussolletti.

“Pilastri del cammino avviato in questi anni – ha affermato nel suo intervento Anne Facérias, responsabile della Diaconia – sono la preghiera, la testimonianza, la solidarietà e la formazione. L’annuncio, perno del dialogo intrapreso tra gli artisti e la Chiesa, si articola in significativi eventi culturali e cultuali”.

Mons. Robert Jean Louis Le Gall, arcivescovo della diocesi di Tolosa dove operano numerosi artisti della Diaconia, ha approfondito il tema della “bellezza che si compie in Dio”. Infatti “in un autentico percorso artistico, la bellezza appare in stretta relazione con la verità che rende liberi, provoca scosse, induce a uscire da se stessi per aprirsi verso gli altri”. L’arcivescovo ha poi evidenziato la differenza tra “la vera bellezza che attrae senza forzature, simile a una trasfigurazione” e “la bellezza illusoria che imprigiona”, divenendo trasgressione fine a se stessa.

“Quando non c’era verità nella mia vita – ha testimoniato l’attrice Claudia Koll – inevitabilmente non poteva esserci neanche nel mio lavoro, ovvero nella recitazione e nell’arte. Nell’anno 2000 ho varcato la Porta Santa in occasione del Giubileo. E in quel momento ho ricevuto il dono di intraprendere il mio percorso di fede. La verità interiore ha reso più maturo e aperto anche il mio cammino artistico”. Da qui l’iniziativa dell’attrice di dare vita ad una accademia – la Star Rose Academy – per formare i giovani attori nel segno di una bellezza gioiosa ed autentica.

“Essere attori vuol dire diventare bambini” ha detto Michael Lonsdale, interprete di numerose pellicole di successo, sottolineando l’importanza della verità e della ricerca ai fini della pratica artistica. “Solo recitando ho potuto dire tutto ciò che altrimenti non avrei potuto esprimere, aprendomi realmente agli altri”. L’anziano attore ha poi rivolto un’esortazione a favore delle nuove generazioni di artisti: “bisogna aiutare i giovani che vogliano intraprendere percorsi artistici a capire le loro motivazioni più autentiche”.

Suor Angela, della Congregazione delle Missionarie della Divina Rivelazione, ha illustrato un concetto di “catechesi artistica”: le visite ai luoghi più belli e significativi della Città Eterna divengono “percorsi che parlano al cuore”; i turisti e i visitatori attenti, quasi senza accorgersene, “diventano pellegrini nel contatto con i luoghi e con i segni che rimandano alla presenza di Dio”.

Agli interventi dei relatori si sono aggiunte alcune testimonianze degli artisti che operano nella Diaconia ed il saluto a distanza del musicista Nicola Piovani che, rammaricandosi di non poter essere presente, ha voluto testimoniare, con un messaggio rivolto ai partecipanti al convegno, di non essere più “in fuga da Dio”.

 

L’intensa atmosfera dell’evento è stata anche sottolineata dall’esposizione delle opere di alcuni artisti appartenenti alla Diaconia, che hanno decorato le pareti del Centro Saint Louis de France.

 

 

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