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Giulietta e Romeo… nell’intifada di Tel Aviv

Fino all’1 novembre al Teatro Ambra di Roma, Love’s Kamikaze di Mario Moretti: la storia d’amore tra un’israeliana e un palestinese

Love’s Kamikaze merita di essere visto. Una pièce scritta magistralmente quasi 13anni fa dallo scomparso autore genovese Mario Moretti, attuale ancora oggi, per la tragica lungimiranza della sua tematica.

In memoria del geniale autore, fondatore del Teatro dell’Orologio, che si è spento nell’ottobre di tre anni, torna in scena a Roma fino al 1° novembre, presso il Teatro Ambra alla Garbatella Love’s Kamikaze, sua opera ultima e tra le più apprezzate dalla critica, per la regia del suo discepolo e amico Claudio Boccaccini.

È ambientata a Tel Aviv, la storia d’amore tra una ricca ebrea Naomi e Adbel, affascinante palestinese. Un rapporto apparentemente come tanti altri, se non fosse per lo scoppio della Seconda Intifada (2000-2005) che costringe i due giovani a incontrarsi soltanto nel loro “bunker d’amore”, nei sotterranei dell’Hotel Hilton, per timore di ritorsioni da parte della loro gente.

All’aggravarsi del conflitto israelo-palestinese, sale anche la tensione tra Abdel e Naomi, uniti dalla forza del sentimento, ma divisi da tutto il resto: famiglia, religione, società. Tanti ostacoli e diverse visioni della vita, che però non scalfiranno l’autenticità del loro sentimento. Due moderni Giulietta e Romeo, che trasformano in amore, l’odio che li circonda. Un finale, a sorpresa, al di là delle aspettative suscitate dal titolo.

Dialoghi ben congegnati e politicamente connotati: un ritmo incalzante, moderno, volutamente architettato per porre l’accento sull’escalation di tensione nella coppia. Tutto il merito spetta al compianto Mario Moretti, che già dieci anni prima, era riuscito a farsi portavoce delle numerose vittime della guerra, non solo quelle palesi delle esplosioni, ma anche dei meno noti “martiri dell’amore”, con le loro storie di rinuncia e sofferenza.

Evidente è l’influenza beckettiana su questa pièce, che si svolge in unico ambiente, catturando lo spettatore, senza nessun orpello scenografico, solo grazie all’intensità degli interpreti e a una colonna sonora dal sapore antico, composta “ad hoc” da Antonio di Pofi. Magistrale la regia di Claudio Boccaccini, che ha attualizzato il linguaggio e il ritmo dell’opera ai giorni nostri, senza alterarne l’essenza o lo stile, nel rispetto della volontà e del messaggio profetico del maestro.

Davvero intensa è la performance del bellissimo Marco Rossetti, ormai noto al grande pubblico come il tenente Bartolomeo Dossena dei R.I.S: preziosa è la sua iperbolica rappresentazione di Abdel, da laico universitario ad arabo fervente. Non da meno è stata la sensuale Euridice Axen, emblema della donna moderna e ironica, ma con un lato romantico e sentimentale d’altri tempi.

“Non hai fratelli amico mio, né amici. Quelli che ami sono andati via tutti e ora o sei o non sei: è caduta la maschera della maschera della maschera. È caduta la maschera”. Ed è proprio questa consapevolezza, come scrive il poeta palestinese Mahmoud Darwish, ad animare lo spirito della pièce. “Ma questa è davvero vita?”. Su questo interrogativo, riflettono i protagonisti e anche noi, in sala.

***

Love’s Kamikaze (All’Ambra a Garbatella fino al 1 novembre 2015)

di Mario Moretti

Regia di Claudio Boccaccini

Attori: Euridice Axen e Marco Rossetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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