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Daily meditation on the Gospel

Pixabay CC0 - PD

Giudicare, dovere del cristiano — Meditazione quotidiana

Meditazione della Parola di Dio di Lunedì 26 Giugno, della XII Settimana del Tempo Ordinario

Lettura

Il brano offerto dalla liturgia, oggi ci presenta l’inizio del capitolo 7. Siamo ancora nel contesto del Discorso della Montagna, nella sua sezione conclusiva. Dopo aver delineato e spiegato quale deve essere il comportamento del cristiano, secondo la nuova giustizia, quanto alle pratiche delle opere di pietà e al rapporto con i beni materiali, Gesù, vuole ora mostrarci quale deve essere l’atteggiamento del cristiano nei rapporti con gli altri, a partire da coloro che vivono nella sua stessa comunità. E inizia proprio dal “vezzo” di giudicare il prossimo, molto diffuso tra i giudei, come oggi anche tra di noi.

Meditazione

“Tolleranza” è una parola molto di moda. Ci viene detto che dobbiamo tollerare le idee, le espressioni e i gesti di ogni genere di persona o gruppo sociale. Non si devono esprimere giudizi sul conto degli altri e di quanto fanno, ma ognuno deve essere tollerato, accettato così com’è. Secondo questo criterio, noi dovremmo accettare lo stile di vita delle persone omosessuali e anche soddisfare i capricci e i desideri delle femministe e, per carità, non parlare di Dio o di Cristo per rispetto degli atei e di quanti seguono altre fedi o filosofie di vita. Anche tra noi cristiani, alla prima occasione, molti ricorrono alle parole di Gesù riportate nel brano odierno: “Non giudicate per non essere giudicati”, e a questo punto ogni tentativo di giudizio viene stroncato, sopraffatto. Questo criterio sembra aver messo la prospettiva cristiana sulla vita dell’uomo sotto scacco: si deve tollerare qualsiasi presunto diritto e non si deve giudicare la condotta immorale altrui perché la vita privata delle altre persone non è affar nostro. Ma è questo ciò che intendeva il Signore quando ha pronunciato quelle parole? Che arrivassimo ad un relativismo assoluto nel quale tutto è uguale perché indistinto, e non vi sono più regole né riferimenti? Certamente no. Gesù non giudicava né condannava le persone che incontrava, ma denunciava il peccato e portava i peccatori a riflettere sulla loro condotta, affinché avessero la possibilità di ravvedersi. Il Signore ama i peccatori e odia il peccato. Dio è amore, ma ciò non vuol dire che Egli ignori o addirittura tolleri il peccato dell’uomo: “Va’ e non peccare più”. Certo, dobbiamo sempre ricordarci di considerare la trave che c’è nel nostro occhio, quando cerchiamo di togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello, ma se rinunciassimo ad aiutarlo, presto saremmo tutti accecati dal peccato.

Preghiera

Signore Gesù, donami la sapienza per conoscere la tua volontà, la prudenza per sapere giudicare correttamente, e il coraggio per aiutare agli altri a trovare la via della verità.

Agire

Oggi farò un esame di coscienza per giudicare me stesso con lo stesso metro con cui giudico gli altri.

Meditazione del giorno a cura di padre Miguel Angel Llamas, L.C., tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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