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Pixabay CC0 - meineresterampe, Public Domain

Gioiosa disponibilità

Vuotarsi del nostro io e lasciarsi buttare via dagli uomini per essere rapiti in alto dall’ebbrezza della gioia e trasportati ovunque dalla libertà dei figli di Dio

Questa mattina attraversavo il piazzale della nostra basilica. Giornata piena di sole e movimentata da un  vento sostenuto e a tratti impetuoso.

Vento di marzo, commenta Rinella che avanzava cercando di ripararsi alla bell’e meglio. Anch’io cercavo di tenere in ordine i miei capelli al vento…sciolti e alleggeriti dallo shampoo.

Che bello vederti Andrea con i capelli al vento, non sono disordinati ma, scomposti dal vento, assumono la posizione di chi dona e canta spensieratezza e ruba qualche anno alle rughe.

All’angolo del piazzale, passando tra le macchine parcheggiate, odo un canto che proveniva da un bicchiere di plastica che roteava, andava, tornava in balia del vento. Lo ammiravo per la sua disponibilità, sospinto qua e là dagli impulsi contrastanti di ventate improvvise.

Mi soffermo a guardarlo se mai avesse qualcosa da dirmi. “Che meraviglia!” Benché vuoto e schiacciato, sporco dell’ultimo caffè offerto, gettato a terra e deformato dalle ruote delle auto, danzava saltellando sonoro.

Cantando in quel momento rivelava a me e a tutti la spensieratezza che vivi, quando, vuoto del tuo io, ti lasci buttare via dagli uomini per essere rapito in alto dall’ebbrezza della gioia e trasportato ovunque dalla libertà dei figli di Dio.

L’ho raccontato al mio amico Giovanni che mi spinse a scrivere questo episodio dandogli il titolo: Inno alla gioia e alla disponibilità.

Ciao da p. Andrea

Per richiedere copie dei libretti di padre Andrea Panont e per ogni approfondimento si può cliccare qui.

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