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Geova a Messa

Confronto tra cattolicesimo e geovismo sulle Letture per la XXXIV Domenica del Tempo Ordinario (ciclo A) – Festa di Cristo Re dell’Universo

AVVERTENZA DA “PASSAPAROLA”

Con la Domenica XXXIV, festa di Cristo Re dell’universo, termina l’Anno Liturgico 2013-2014, relativo all’anno “A”, e con esso anche la trattazione di “Geova a Messa” qui su ZENIT.

Chi volesse seguire ancora la trattazione critica su “Geova a Messa” in tutto il Ciclo liturgico dell’anno “B” potrà trovarla nel forum del GRIS di Roma www.grisroma.org nel settore Testimoni di Geova, al link seguente: http://www.grisroma.org/forum_b/viewtopic.php?f=3&t=928

Vi troverà una discussione intitolata “E venne un uomo…” Anno 2011-2012 ciclo liturgico “B” svolta tre anni or sono nell’Anno Liturgico del 2011-2012.

Prego leggere anticipatamente le due puntate di introduzione ove si spiega che inquadro il confronto come se avessi a disposizione Giovanni, un TG “aperto”, desideroso di capire sia il punto di vista cattolico, sia i motivi di critica da parte cattolica del Credo geovista, e precisamente da parte di un cattolico esperto in geovismo in quanto lo studiava da vent’anni. Cattolico che nel 2011 era (e lo sono tutt’ora) presidente del GRIS di Roma (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa).

Anche il mio Giovanni, Testimone di Geova dissenziente, aveva vari motivi per criticare la sua fede. Erano più relativi alla conduzione interna del movimento che non condivideva e… gli stava stretta, ma anche a vari punti dottrinali; non però individuati con tanto approfondimento critico come glielo poteva offrire un occhio esterno al movimento. Giovanni è stato un interlocutore prezioso che ho avuto davvero, ma solo telefonicamente (telefonate chilometriche!) perché temeva di essere scoperto e di perdere così l’affetto della moglie e la frequentazione dei membri che non debbono rivolgere la parola e neanche il saluto ai dissociati.

Essendo le Letture liturgiche festive le stesse che triennalmente si ripetono, è del tutto ininfluente che quel commento sia stato scritto 3 anni fa. Posso assicurare che era ben fatto e comunque lo rivedrò attentamente per correggerne i refusi tipografici e confermarlo.

La differenza con il commento offerto qui su ZENIT sta solo nel fatto che:

-Sono riportate interamente le Letture;

-Esse sono senza il numero dei versetti ma i punti che vengono commentati sono sottolineati;

-Il commento – pur nella scelta dei punti più importanti – è più ampio e completo di quello fatto qui su ZENIT non avendo limiti editoriali di spazio;

-Chi volesse inviare al GRIS di Roma domande e/o critiche sul commento ivi offerto potrà farlo utilizzando la mail seguente: info@grisroma.org  Nei limiti delle nostre possibilità – e se non saranno inviati “lenzuoli” di domande del tipo “copia-incolla” come ahimé usano fare tanti TG che non sanno dialogare e confrontarsi ma solo rintuzzare ogni critica rimandando a ciò che ha stampato la Watchtower (e che conosciamo benissimo!) – risponderemo intessendo un dialogo cordiale e rispettoso con chiunque.

Tuttavia qui su ZENIT resterà operante la rubrica de “LA FEDE INSIDIATA” solo che sarà svolta in maniera più variata, toccando sia altre proposte di fede alternativa provenienti da vari MRA e SETTE, sia punti dottrinali della nostra fede di cui si evidenzieranno (come richiesto da 1Pietro 3,15) le “ragioni” che una fede adulta deve coltivare perché la fede non sia irrazionale. All’occorrenza quindi toccheremo ancora il geovismo e magari in forma inusuale… Ma non voglio anticipare oltre. Chi vivrà vedrà.

Sandro Leoni

***

Ed ora qualche riflessione schematica su qualche punto delle Letture di questa ultima Domenica.

Prima Lettura Ez 34,11-12.15-17 – Il giudizio “fra pecora e pecora, fra montoni e capri” nel geovismo ha avuto dei ripensamenti. Anni fa si diceva che Cristo, resosi “presente” nel 1914 (la”venuta” nel geovismo è trasformata in “presenza invisibile perché sarebbe avvenuta tacitamente nel 1914) cominciò a giudicare pecore quelli che aderivano al geovismo e capri destinati alla distruzioni quelli che lo rifiutavano. Oggi invece si dice che tale giudizio discriminatorio egli lo farà nel millennio del dopo Armaghedon; il che è una variazione dottrinale grave!

Seconda lettura 1Cor 15,20-26.28 – Che alla fine il Figlio sarà sottomesso anche lui al Padre, fa dire al geovismo che Gesù è inferiore a Dio perché arcangelo creato. Rispondiamo che noi dalla Bibbia ricaviamo che il Figlio di Dio è eterno, consustanziale al Padre e che l’umanità storica di Gesù è creata. Da cui si deve ammettere una subordinazione quanto alla umanità, ma anche una parità nella divinità. In quest’ultima poi, la relazione di figlio generato dal Padre forma una specie di subordinazione ma solo quanto alla Persona del Figlio che appunto è generata e perciò dipendente dal Padre, non già quanto alla divinità che è la stessa del Padre. Egli lo genera al suo interno, intellettualmente.

Quanto alla dichiarazione che Dio alla fine sarà “tutto in tutti”, essa per noi significa “indiamento” dell’umanità (come dicono i padri), ovvero, la trasformazione dell’uomo risorto reso conforme al corpo risorto di Cristo (Filippesi 3,21). Mentre i TG sono purtroppo impoveriti di tale speranza di una gloria futura che, come dice S. Paolo, non è paragonabile alle sofferenze che si devono sopportare in questa vita. La NM infatti traduce/modifica dicendo che “Dio sarà ogni cosa a tutti”, ovvero non sarà Dio stesso il bene goduto dai salvati ma solo i suoi beni. Non a caso è dichiarato che nella terra paradisiaca, ove risiederebbero tutti i TG salvo i 144.000 Unti, non sarà presente né Dio né Gesù. Essi governeranno l’umanità dal cielo.

Vangelo Mt 25,31-46 – Nel Vangelo l’accenno di Gesù ai “suoi fratelli più piccoli” offre alla WT occasione per sostenere che il giudizio universale che sanzionerà buoni e cattivi in base all’amore dimostrato verso il prossimo, in realtà non avrà come metro di giudizio “il prossimo” inteso come essere umano nel bisogno. Si tratterà invece dei soli “fratelli di Gesù” che, geovismo insegna, sarebbero solo i 144.000 Unti e non altri. Per questo nel geovismo non esistono opere umanitarie né caritas ufficialmente gestita. L’unica forma di aiuto al prossimo è quella che viene sollecitata a livello di Congregazioni, e con prevalenza assoluta verso i “fratelli che hanno comunanza nella fede”. Nei casi di calamità naturali gravi, la WT fa da organizzatrice di soccorsi ma (non lo fa attingendo alle sue riserve economiche che sono riservate solo alla predicazione. Del resto, lo abbiamo già detto, instaurare una caritas con i fiocchi, irriterebbe Geova perché toglierebbe credibilità alla sua profezia relativa all’ingravescente degrado dei rapporti umani; segnale questo che indicherebbe la prossimità dell’intervento divino con la “Guerra del gran Giorno dell’Iddio Onnipotente ad Armaghedon”.

Infine l’accenno dei reprobi condannati al “supplizio eterno” diventa nel geovismo “allo stroncamento eterno”, da intendere come annientamento, poiché il geovismo nega l’esistenza dell’inferno come nega l’immortalità dell’anima umana.

FINE DELL’ANNO “A” – ALLELUJAH!

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