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Geografia e perdono

A volte i litigi possono nascere da inezie dettate dalla sottile volontà i prevalere sull’altro. Eppure, a volte, basta una battuta per fare pace

Albano è a sud o a sud-ovest di Roma? Una sera, con l’amico Serafino parlavo delle ricchezze artistiche e della bellezza di Roma e dei suoi dintorni. Il nostro colloquio, di tanto in tanto, si accalorava per divergenza di opinioni o per qualche parola detta con tono non proprio soave. Finché mi lanciai a descrivere con speciale entusiasmo e dovizia di particolari la zona dei Castelli. Avvertivo in me una certa soddisfazione nel poter dare a un appassionato dell’argomento qualche notizia nuova e interessante. Ma ad un certo punto Serafino mi interrompe; mi dice di conoscere bene Albano essendo passato più volte da quella cittadina a sud-est di Roma.  “Non a sud-est – subito tengo a precisare – ma esattamente a sud di Roma”.

Da questa mia pedantesca precisazione nasce uno dei classici diverbi che mettono in luce non tanto la voglia di esattezza, di precisione geografica, ma quella strana animosità dettata da una sottile volontà di prevalere sull’altro. Quasi a dire: “Non voler venire a insegnare a me, proprio tu”. Ciò contribuì a disturbare e a incrinare la serenità dei nostri rapporti.

Prima di andare a riposare, apriamo il breviario per dire l’ultima preghiera della giornata. Con grande sorpresa, quel mercoledì la lettura ci offre queste esortazioni: “Non tramonti il sole sopra la vostra ira; scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come vi ha perdonato Gesù”.

Sentendoci a disagio, in uno strano silenzio ciascuno si avvia alla propria stanza. Ma quelle parole non mi lasciano andare a letto tranquillo. Mi invitavano sempre più pressantemente a ricomporre la “lite”. È vero; guardando la carta geografica, avevo ragione io. Albano è proprio a sud di Roma. “Ma – mi dicevo – non mi serve aver ragione se l’aver ragione ha provocato la frattura. È meglio la pace”.  Presi nuovamente la carta; la girai e rigirai fra le mani… “Forse – osservando con l’occhio della misericordia – potevo dirgli che aveva ragione lui; può darsi… guardando da questo punto di vista…”. Insomma mi premeva soprattutto la pace.

Mi decisi; bussai alla sua porta, prima che si mettesse a dormire. Entro e trovo anche lui con la carta geografica in mano. Mi fissa e, notando la mia espressione serena, mi precede con un grande sorriso: “Hai proprio ragione tu…”.

Ci basta uno scambio di battute amichevoli come segno cristiano della “buona notte”.

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