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Genova. Bagnasco inaugura “Casa Edoardo” per famiglie con bambini ospedalizzati

In 8 anni accolte, dal Progetto Bambini Unitalsi, oltre 700 famiglie da Puglia, Calabria e Sicilia. A margine dell’evento, il porporato ha commentato le parole del Papa sui “Sacramenti a pagamento”

Si chiama “Casa Edorado” la nuova struttura, inaugurata oggi dall’arcivescovo di Genova il card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI, realizzata e gestita dal Progetto nazionale Bambini Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) del capoluogo ligure, che assiste ed accoglie le famiglie con i bambini ricoverati nell’Ospedale Pediatrico “Istituto Giannina Gaslini”.

Erano presenti alla cerimonia: Massimo Besana, presidente dell’Unitalsi Liguria, Paolo Gnarini, presidente dell’Unitalsi Genova, Emanuele Trancalini, delegato nazionale Unitalsi per il Progetto Bambini e Francesco Faruffini, responsabile area nord progetto bambini.

La casa di Edoardo va ad aggiungersi ad altre due strutture sempre del progetto bambini dell’Unitalsi. a Genova. Nel capoluogo ligure la prima casa accoglienza è stata aperta alla fine del 2006, una seconda nel 2008 e l’ultima è stata presa in affitto nel maggio di quest’anno. La capacità ricettiva di tutte e tre le case è di 12 nuclei familiari.

In otto anni (2006-2014) sono state accolte oltre 700 famiglie con bambini ricoverati al Gaslini per diverse patologie provenienti da tutta Italia per la maggior parte dalla Puglia, dalla Sicilia e dalla Calabria. Lo stile delle case di accoglienza offre non solo l’alloggio, ma anche il sostegno psicologico per le famiglie e l’assistenza logistica come il trasporto dall’aeroporto o dal treno o dal porto. Tutte le attività delle case di accoglienza vengono garantite dai soci unitalsiani e dai ragazzi del servizio civile nazionale. Un’attività ormai consolidata, che nel 2012 ha ricevuto dall’Istituto Giannina Gaslini il Bollino Blu che riconosce alle case Unitalsi la piena aderenza alle normative dell’Istituto.

“Inauguriamo oggi con orgoglio – dichiara Emanuele Trancalini, responsabile nazionale del Progetto Bambini – la nona casa del Progetto Bambini in Italia. In 10 anni abbiamo dato assistenza in tutto il Paese a oltre 3000 famiglie in difficoltà e la nostra speranza è quella di riuscire ad aumentare i nostri sforzi per rispondere alla sempre crescente domanda di aiuto che riceviamo giornalmente”.

“In questi anni – aggiunge Besana –grazie al lavoro dei nostri volontari nelle tre case di accoglienza che abbiamo a Genova abbiamo potuto dare alloggio a moltissime famiglie. Un grazie però lo dobbiamo dire anche alle parrocchie e alle altre associazioni del territorio, perché la rete di collaborazione che è nata con loro ci ha permesso di potenziare la nostra assistenza”.

“Questa inaugurazione – conclude Gnarini – è per noi una nuova sfida. Ringraziamo il cardinale Bagnasco per aver sottolineato come strutture come questa siano un segno di speranza per la città di Genova e che l’impegno dei volontari Unitalsi è anche quello di essere umanamente vicini ai genitori per compensare la lontananza dalla propria casa e dai propri affetti”.

A margine dell’evento, il porporato ha commentato le parole di Papa Francesco durante la Messa di oggi a Santa Marta, in cui il Pontefice criticava lo scandalo delle “Chiese affariste” che presentano un listino prezzi per i Sacramenti. 

“I Sacramenti non sono pagati in nessun modo”, ha affermato il presidente della CEI, “le offerte che i fedeli intendono dare in forma libera sono un modo per contribuire alla necessità materiali della Chiesa”. “I nostri parroci di fronte a situazioni di impossibilità di avere un’offerta sicuramente non rifiutano di dare nessun sacramento”, ha proseguito, aggiungendo: “Si può camminare sempre meglio per fare capire a tutti quanti che non c’è un commercio e non ci può essere un commercio tra le cose sacre, nessun tipo di compenso materiale”. 

Poco dopo è giunta la precisazione di mons. Domenico Pompili, portavoce della Conferenza Episcopale italiana, il quale ha spiegato che “le parole del cardinal Bagnasco intendono ribadire la persuasione espressa stamane dal Papa a Santa Marta circa il fatto che non si fa commercio delle cose sacre. I parroci sanno bene che eventuali offerte possono essere accolte per la carità, ma mai pretese visto che dei sacramenti non si fa merce di scambio. In antico si chiamava ‘simonia’, ma anche oggi occorre ribadire – come ha ricordato con forza Francesco -: “O rendi il culto al Dio vivente, o rendi il culto al denaro'”. Pertanto, ha concluso Pompili, “qualsiasi lettura che contrappone le parole del Presidente della Cei al Papa è fuorviante”.  

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