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Foto: Comitato Difendiamo i Nostri Figli

Gender. Gandolfini: “Al Miur la nostra petizione per la libertà educativa”

Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli presenterà al governo anche un dossier che certifica gli abusi didattici già verificatisi in molte scuole italiane

Il Comitato Difendiamo i Nostri Figli resta in attesa di conoscere il lavoro della Commissione del Ministero dell’Istruzione circa linee guida sull’articolo 1 comma 16 della legge cosiddetta ‘buona scuola’, relative all’attivazione di percorsi educativi di lotta alla ‘discriminazione per orientamento di genere’.

Tuttavia, osserva il presidente del Comitato, Massimo Gandolfini, “il dichiarato obiettivo del contrasto ad ogni forma di bullismo e discriminazione è stato smentito da recenti indiscrezioni di stampa, che hanno messo in luce una bozza delle suddette linee guida tutta tesa alla promozione dell’indifferentismo sessuale e alla scelta di un’identità di genere totalmente slegata dall’identità sessuata degli alunni”.

“Per questo motivo – prosegue Gandolfini – noi terremo altissima la guardia anche nel periodo estivo e, a fine luglio, consegneremo al Ministro Giannini oltre 50mila firme in sostegno della petizione (che è possibile ancora sottoscrivere sul nostro sito) per la libertà educativa, il consenso informato preventivo e la possibilità di esonero da progetti didattici e percorsi educativi non condivisi”.

“Per l’occasione sarà inoltre consegnato un dossier che certifica i casi di abuso didattico educativo che già si sono verificati in numerose scuole del nostro paese – aggiunge il presidente del Comitato –  e il manifesto educativo redatto dal nostro Comitato e sottoscritto da oltre 30 associazioni che condividono le nostre istanze”.

“Siamo dunque in attesa di essere ricevuti dal Ministero – spiega ancora Gandolfini – per avere una risposta su quanto già chiesto il 25 giugno con la manifestazione di circa 300 famiglie romane sotto la sede del Miur. Se qualcuno intente far passare le linee guida con qualche sotterfugi di ferragosto può dunque toglierselo dalla testa perché i nostri riflettori resteranno puntati in maniera permanente sui lavori in corso presso il Ministero, sempre con rinnovata fiducia nel lavoro che vede il Fonags come importante interlocutore della commissione degli esperti che sta mettendo a punto le linee guida”.

“Rilanceremo inoltre la nostra attività di contrasto alla propaganda gender, promuovendo presso ogni consiglio comunale d’Italia un ordine del giorno che impegnerà l’amministrazione a rispettare la libertà educativa delle famiglie e a non trasmettere in nessun modo “ideologie gender” nelle scuole di pertinenza comunale”.

“L’indottrinamento all’indifferentismo sessuale che cancella il primato educativo dei genitori è tutt’altro che un processo culturale irreversibile – conclude Gandolfini -. La nuova giunta comunale di Trieste, del sindaco Di Piazza, ha infatti sospeso l’adesione del Comune al ‘Gioco del rispetto’, scegliendo di non rifinanziare un’attività che aveva suscitato le proteste di numerose famiglie e il coinvolgimento del Comitato Difendiamo i Nostri Figli. A questo sindaco il plauso e la gratitudine di tutte le nostre famiglie”.

 

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