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Children of Gaza Strip

Pixabay CC0 - badwanart0

Gaza: i cristiani potranno partecipare alle celebrazioni pasquali

Le autorità israeliane hanno concesso l’autorizzazione al 95% dei richiedenti. Si tratta di un fatto storico, per una popolazione costretta a vivere in una “prigione a cielo aperto”

C’è entusiasmo tra i cristiani di Gaza. Finalmente, infatti, le autorità israeliane hanno concesso al 95% dei richiedenti di poter uscire dalla Striscia e partecipare alle celebrazioni a Gerusalemme per la Pasqua. Negli anni scorsi, la gran parte delle richieste venivano respinte, soprattutto quelle per i giovani al di sotto dei 35 anni. Lo sviluppo positivo dell’annosa questione è stato confermato dal Patriarcato latino di Gerusalemme, il quale ha sottolineato che questa è stata “la prima volta” in cui la Chiesa cattolica si è occupata “direttamente” della vicenda.

In molti in queste ore, racconta il sito del Patriarcato, stanno pubblicando “con orgoglio” sui social network la foto del “prezioso documento”. Atteggiamento che rivela lo stato di frustrazione cui è costretta la comunità cristiana di Gaza. Padre Raed Abusahlia, direttore generale di Caritas Gerusalemme, ha recentemente definito ad AsiaNews la Striscia di Gaza “la più grande prigione a cielo aperto al mondo: due milioni di persone sotto la soglia della sopravvivenza, disoccupazione al 60%, povertà all’80%. E lo stesso vale per le famiglie cristiane, circa 350 in tutta la Striscia (1300 persone in totale), il 34% delle quali senza fonte di reddito alcuna”.

La Radio Vaticana ha riportato le dichiarazioni di padre Mario da Silva, responsabile della parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica della Striscia: “Avevamo un solo giorno per presentare la richiesta”. Il 20 febbraio scorso si sono presentate “890 persone a registrarsi per chiedere il permesso”. Molti di questi erano giovani che “senza molta speranza” stavano chiedendo per l’ennesima volta “il permesso di uscita”. “In una decina di persone – aggiunge il parroco – abbiamo lavorato, dalla mattina alla sera tardi, per preparare tutti i documenti necessari”.

Con sorpresa – rivela il sacerdote – la comunità cristiana ha appreso che sono stati approvati 822 nominativi e altri 25 sono stati aggiunti in un secondo momento. Quindi il 95%”. La cosa più importante, conclude il sacerdote brasiliano, è che “la maggioranza dei giovani cristiani ha ottenuto l’autorizzazione. Alcuni di loro non possono uscire da almeno otto anni”.

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