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Galantino: “I diritti individuali? La loro somma non fa il bene comune…”

Il segretario generale della Cei interviene nuovamente nel dibattito sulle unioni civili

Il rapporto tra Papa e Chiesa italiana, il Sinodo sulla Famiglia, la controversia sulle unioni civili. Sono questi i principali temi trattati da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, durante il suo intervento di ieri pomeriggio alla trasmissione di TV2000 Il diario di papa Francesco.

Il presule ha innanzitutto criticato la “faziosità” e la maniera “manichea” con cui molti media tendono a contrapporre il Pontefice e la Cei. In realtà, ha sottolineato Galantino, ci sono “segni molto belli del grande affetto di papa Francesco verso la Chiesa italiana” e lo stesso Bergoglio sa che “il rapporto tra il Papa e la Chiesa italiana è “un rapporto privilegiato”.

Il segretario generale della Cei si è poi soffermato sul concetto di “sensibilità ecclesiale” menzionato da papa Francesco all’ultima Assemblea Generale del massimo organo episcopale nazionale.

Avere “sensibilità ecclesiale”, ha commentato Galantino significa anche saper fare autocritica e vedere “quello che c’è di male nella Chiesa”, poiché “la Chiesa non può essere tale se non ha vigilanza su se stessa”.

Quanto poi alla categoria di “vescovo pilota”, menzionata dal Santo Padre in contrapposizione al “vescovo pastore”, monsignor Galantino si è così espresso: “Il vescovo pastore è colui che apprezza il laico e non ha la presunzione di capire tutto e condizionare tutto”, laddove i ‘vescovi pilota’ sono quelli piuttosto “iperprotettivi nei confronti dei laici” e chi non sia adegua ai loro “schemi” viene “messo ai margini”.

Intervenendo nuovamente nel dibattito sulle unioni civili, il presule ha spiegato che i “bisogni dei singoli” vanno tutelati ma non possono diventare “la misura e il quadro per dover poi regolare il bene comune”. Non è, infatti, “enfatizzando o allargando il bene dell’individuo” che quest’ultimo diventa il “bene comune”.

“La somma dei diritti individuali – ha proseguito – non fa il bene comune. Se io accontento ogni persona e faccio di tutto per accontentarla in tutte quante le richieste che mi fa, io non ho fatto il bene comune”.

Né ha senso parlare di “segno di civiltà” riguardo a tutti i diritti individuali. A chi la pensa così, Galantino manda a dire: “Confrontati con la realtà: è veramente questo che si aspetta la gente?”.

Parlando del Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia, il segretario generale della Cei ha rinnovato l’invito a partecipare alla veglia di preghiera per la famiglia del 3 ottobre, vigilia dell’apertura dell’assemblea sinodale e ha rigettato l’idea di ridurre l’evento a una “discussione sui divorziati rispostati”.

Indubbiamente, però, ha precisato, il Sinodo non trascurerà nessuna delle situazioni in cui la famiglia è “sfregiata”: è necessario, infatti, annunciare il Vangelo anche a chi vive in “situazioni irregolari”.

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