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Francesco incontra padre Renato Chiera, da 40 anni al fianco dei “meninos de rua”

Dopo la Messa a Santa Marta, il sacerdote ha presentato al Pontefice il suo lavoro nella “Casa do Menor” da lui fondata per aiutare bambini e ragazzi di strada

Dopo la Messa di questa mattina nella Domus Sanctae Marthae, Papa Francesco ha incontrato padre Renato Chiera, fondatore della “Casa do Menor” di Rio de Janeiro. Per il sacerdote, da 40 anni vicino ai meninos de rua brasiliani, abbracciare il Successore di Pietro è stata una gioia indimenticabile.

Intervistato dalla Radio Vaticana, ha infatti dichiarato: “E’ un’emozione grande, che ho ancora adesso, mentre parlo. Il Papa mi sembra la presenza di Gesù in carne viva, che viene tra l’umanità per chinarsi sulle sue piaghe. In questo momento della Messa, ho visto anche la profondità che lui ha e l’incontro con Dio che lui ha in una forma che mi ha toccato totalmente”.

Padre Renato ha poi presentato al Santo Padre il suo “piccolo lavoro”, la Casa do Menor, una ONG che da decenni opera nel campo della cooperazione internazionale allo sviluppo con progetti di aiuto ai ragazzi e ai bambini di strada in Sud America, Africa ed Europa. L’associazione conta oggi numerosi progetti in diverse aree dei tre continenti e – si legge sul sito ufficiale – lavora ogni giorno per combattere lo sfruttamento minorile, la prostituzione infantile e gli abusi sui minori in genere, nelle aree più disagiate e pericolose della Terra.

Attraverso questo Papa, ha detto padre Chiera, abbiamo la conferma “di quello che con umiltà e anche con fragilità cerchiamo di fare nella Baixada Fluminense, nella periferia di Rio, al fianco dei ragazzi non amati. Lui parla sempre di andare in strada, di andare nelle periferie, ed io posso dire che sono 36 anni che lo faccio. Sento, quindi, che Dio vuole proprio questo”. Infatti, ha raccontato il sacerdote nell’intervista: “Quando gli ho detto che lavoravo nella periferia con i ragazzi di strada, lui (il Papa n.d.r.) mi ha detto: ‘Un buon lavoro, un bel lavoro’. Io poi gli ho presentato delle lettere dei ragazzi e gli ho detto anche che volevamo fare una coppa del mondo di ragazzi di strada recuperati, una coppa alternativa. E ho aggiunto: ‘Abbiamo bisogno anche del suo aiuto e abbiamo lasciato qui una lettera’”.

Dopo avergli parlato delle sue esperienze e del suo progetto, il sacerdote ha donato a Francesco il suo libro “Presenza”, e in forma scherzosa gli ha detto: “Guardi, io sono piemontese come lei, di vicino Asti, e le ho portato una bottiglia di vino di Asti e un torrone di Alba”. L’ha poi abbracciato con un “abbraccio brasiliano”, ringraziandolo per la visita in Brasile, in occasione della Gmg, dove – afferma padre Renato – il Pontefice “ha capito che per entrare nel popolo brasiliano, bisognava passare attraverso il cuore”.

Da questa visita, ha concluso il fondatore della Casa do Menor, “porterò l’amore che Dio ha per questi ragazzi, attraverso quello che il Papa ha mostrato con il suo abbraccio, con la sua benedizione. Questi nostri bambini, questi nostri ragazzi, come ho detto tante volte, hanno bisogno di sentirsi figli amati”. “La Chiesa – ha aggiunto – attraverso il Papa, in carne ed ossa, è l’amore di Dio per loro”, e questo è il messaggio che Chiera porterà a tutti i meninos de rua.

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