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Francesco in Molise, una speranza per il mondo del lavoro e dell’educazione

Intervista a Gianmaria Palmieri, Rettore dell’Università di Campobasso, prima tappa della visita del Papa di sabato. L’Ateneo trasformerà la piazzola d’atterraggio in un parco intitolato al Pontefice

Appena atterrato in Molise, il primo appuntamento che attende Papa Francesco sarà la visita all’Università degli Studi di Campobasso. Lì si terrà un importante incontro con il mondo dell’imprenditoria e dell’industria a cui il Pontefice darà una parola di incoraggiamento considerando l’emergenza lavoro che affligge la regione. Da parte sua, l’Ateneo ha lavorato con impegno e passione per dare degna accoglienza al Papa, realizzando diverse iniziative e alcune soprese come quella di trasformare la piazzola dove atterrerà l’elicottero vaticano in un grande spazio verde intitolato “Piazza Papa Francesco”. Lo racconta il Rettore dell’Università, il prof. Gianmaria Palmieri, nell’intervista di seguito a ZENIT.

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La prima tappa della visita pastorale di Francesco in Molise sarà proprio l’Università degli Studi. È la prima volta che il Papa argentino entra in un Ateneo italiano. Un bel primato, ma anche una grande responsabilità. Come si sente?

Palmieri: È straordinario che la visita di Papa Francesco in Molise inizi proprio dall’Università. Questo primo appuntamento sarà molto importante perché vedrà l’incontro, nell’Ateneo, tra il mondo del lavoro, con la presenza degli imprenditori, dei lavoratori, di chi opera nell’industria, e il mondo universitario, con studenti, docenti e via dicendo. Ci sarà un perfetta sintonia tra questi due mondi, che darà una prospettiva di positività per il futuro. E non è una cosa scontata per il nostro territorio, considerando certe problematiche che esso vive.

Prima fra tutte l’emergenza lavoro, denunciata da tutti come la vera piaga della regione…

Palmieri: Assolutamente. Qui soffriamo un vero e proprio dramma. Seppur centrale geograficamente, il Molise, resta tuttavia una grande periferia da questo punto di vista. Non ha le infrastrutture adatte a garantire alle imprese una vita facile. Tante imprese private sono in crisi, le grandi industrie hanno chiuso i battenti, in generale vige il principio della spending review. Dobbiamo unire le forze, e sono sicuro che questa visita del Papa darà un segnale di speranza e ottimismo.

Come si sta preparando l’Università a ricevere il Papa?

Palmieri: Diciamo che ormai tutto è pronto, si sta lavorando sulle ultime rifiniture per accogliere al meglio il Pontefice. Indubbiamente è un grande onore riceverlo qui; siamo una Università pubblica, ma all’interno ci sono tanti credenti che pregano per il Papa sin da quando, dalla sua prima apparizione dalla Loggia delle Benedizioni, a San Pietro, ha chiesto preghiere al popolo per il suo pontificato e la sua importante missione. Ci sono anche tanti non credenti: anche loro però sono affezionati al Santo Padre. Ognuno, infatti, ha lavorato con grande passione e impegno nella preparazione di questa visita. Ho visto davvero uno sforzo collettivo che ha mostrato anche quella qualità che contraddistingue l’Università degli Studi del Molise, una realtà fondamentale – visti anche i suoi numeri – nel tessuto regionale. E i risultati finora sono ottimi.  

Il Papa spesso ha parlato di una emergenza educativa. In che modo l’Università di Campobasso fa fronte a questa sfida?

Palmieri: Già da tempo l’Università è impegnata a rispondere a questa sfida della modernità. Innanzitutto, possiamo contare su un corpo docenti molto giovane e che, quindi, non ha insito dentro di sé certi ‘pregiudizi culturali’. L’Università di Campobasso vanta, inoltre, livelli di eccellenza in alcuni settori grazie ad un lavoro professionale svolto quotidianamente e silenziosamente. Spero infatti che la visita del Pontefice sia un’occasione per sottolineare come in Italia esistano Atenei regionali che, pur operando senza i riflettori puntati addosso, portano avanti un impegno proficuo. Come tante altre Università, poi, anche noi viviamo oggi momenti difficili. Mi auguro, allora, che la visita del Papa sia uno sprone ulteriore ad andare avanti.

Ci saranno iniziative particolari nell’Università per l’arrivo del Pontefice? Avete preparato, ad esempio, qualche ‘sorpresa’?

Palmieri: Sì, ci saranno alcune sorprese relative per lo più al forte legame tra la Regione e l’Ateneo e al valore che, nel Molise, assumono i temi dell’ambiente, della cultura, della natura e fecondità, dell’umanità intesa come persone in contatto tra di loro. Il Molise ad esempio è una delle poche regioni in Italia che non registra alcun tasso di criminalità. Attraverso la presenza del Papa, vogliamo cogliere l’occasione per far conoscere la realtà di una terra, sì di periferia, ma di una terra sana, dalle mille risorse. Non le racconto altro per non rovinare l’effetto sorpresa. Le anticipo tuttavia che l’eliporto dove atterrerà il Papa, allestito di fronte alla Università grazie allo sforzo comune del personale, diventerà un grande parco, uno spazio verde intitolato proprio a Papa Francesco.

Cosa spera accada dopo la visita del Papa?

Palmieri: Già ha sortito un effetto miracoloso nel senso che negli ultimi 20 giorni la città si è trasformata in positivo. Si sono superate anche alcune divisioni interne, specie di natura politica. Ho visto compiere da tutte le parti uno sforzo sinergico che ha riportato ottimi risultati. Speriamo che già da domenica 6 luglio inizi una nuova stagione di unità. Papa Francesco stesso nella Evangelii Gaudium ha sottolineato l’esigenza che l’unità prevalga sulla divisione. Il fatto che il solo annuncio della sua visita abbia già portato questi frutti mi sembra un punto di partenza decisamente positivo.

About Salvatore Cernuzio

Crotone, Italia Laurea triennale in Scienze della comunicazione, informazione e marketing e Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Radio Vaticana. Roma Sette. "Ecclesia in Urbe". Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Secondo classificato nella categoria Giovani della II edizione del Premio Giuseppe De Carli per l'informazione religiosa

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