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“Francesco de Paula”: va in scena la vita del santo calabrese

A Cosenza, la prima della rappresentazione teatral-musicale realizzata dal maestro Francesco Perri

Per rendere omaggio al 600° anniversario della nascita di San Francesco di Paola (1416-1507), il Santo dei miracoli, il compositore e direttore d’orchestra Francesco Perri manda in scena, in prima nazionale, la sua opera Francesco de Paula che debutterà nello splendido teatro del Rendano di Cosenza domani 2 aprile (festa del taumaturgo paolano) e domenica prossima 3 aprile.

Si tratta di un’opera nuova realizzata come un vero e proprio kolossal. Un “music opera” innovativo in due parti, che si propone di unificare la prosa, il musical e la lirica, come esclusivo patrimonio artistico italiano. Contaminato da un forte apporto di materiale elettronico e tecnologico, l’opera di Perri lavora su un nuovo modo di rinnovare il teatro musicale attraverso l’utilizzo del multimediale, attuato con un particolare utilizzo di nuovi linguaggi, persone e straordinarie messe in scena.

Un cast di quasi 60 elementi tra attori, cantanti lirici e poi un corpo di ballo e coro rappresentano l’anima dell’opera insieme a ologrammi, grafica digitale di riproduzioni pittoriche del 400 e 500 ed audio in 3D.

Prosa, teatro, musica interagiscono così creando un’atmosfera mistica e nello stesso tempo onirica con l’intento di coinvolgere gli spettatori. La regia è del bravissimo Marco Simeoli, già stretto collaboratore di Gigi Proietti. Sul palcoscenico volti noti del teatro Italiano come Renato Campese; della televisione: Caterina Misasi e Francesco Castiglione; del musical Lalo Cibelli e Daniele De Rogatis e della lirica come il giovane Federico Veltri.

È una fotografia nuova e propositiva che parte da una produzione teatrale made in Calabria e che aspira a conquistare un posto di rilievo nello scenario teatrale sia nazionale che internazionale.

L’opera racconta una parte rilevante della vita del santo calabrese, dalla nascita dell’Ordine dei Minimi alla sua partenza per la Francia chiamato dal re Luigi XI.

L’idea è quella di tracciare il profilo del Santo a cui la Calabria è devota, ma non è fine a se stessa, perché aspira a lasciare qualcosa di più profondo nel cuore dello spettatore.

A patrocinare l’operazione musicale il Pontificio Consiglio della Cultura, la Fondazione per i beni artistici e culturali della Chiesa e l’Ordine dei Minimi.

 

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