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Mine - Wikimedia Commons

Francesco chiede impegno contro le mine antiuomo

Tweet del Papa nella Giornata Mondiale contro le mine antiuomo. Ancora ogni anno ventimila persone mutilate da questi ordigni

“Oggi ricorre la Giornata Mondiale contro le mine antiuomo. Rinnoviamo, per favore, l’impegno per un mondo senza mine!”. Così Papa Francesco su Twitter stamattina, 4 aprile 2017, in occasione della giornata dedicata.

Si stima che ogni anno almeno ventimila persone vengano mutilate da queste mine, le quali uccidono anche dopo diversi anni dalla fine dei conflitti. Ne sono disseminate oltre cento milioni in tutto il mondo.

Dal soglio di Pietro si è spesso levata la protesta contro l’utilizzo di questi ordigni. Che Papa Francesco nel 2014, in un messaggio alla Conferenza di revisione della Convenzione sul divieto d’impiego delle mine antiuomo, che si svolse in Mozambico, definì “disumane”, “irresponsabili”, “da vigliacchi”. L’appello del Papa alla comunità internazionale in quell’occasione fu “affinché non ci siano più vittime di mine” e “nessun bambino debba vivere nella paura” di questi ordigni.

Concetto ribadito un anno fa, il 3 aprile 2016, quando da Piazza San Pietro, al termine della recita del Regina Caeli, denunciò che “troppe persone continuano ad essere uccise o mutilate da queste terribili armi, e uomini e donne coraggiosi rischiano la vita per bonificare i terreni minati”.

Nel 2006 la Santa Sede fu tra i maggiori promotori della Convenzione sul divieto di impiego, stoccaggio, produzione e trasferimento delle mine antiuomo e sulla loro distruzione. Un anno dopo, domenica 18 novembre 2007, Benedetto XVI al termine dell’Angelus inviò un messaggio alla Conferenza che era in corso in Giordania per accelerare la messa al bando delle mine antiuomo: “Esprimo (…) di cuore il mio augurio e il mio incoraggiamento per il buon esito della conferenza, affinché questi ordigni, che continuano a seminare vittime, tra cui molti bambini, siano completamente banditi”.

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