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Formazione professionale per ridurre la disoccupazione giovanile

Se ne è discusso a Firenze nel corso del Seminario Europa promosso dal Coordinamento Italiano Opere Femminili Salesiane

Ricca di interventi l’ultima giornata del Seminario Europa promosso a Firenze, dal CIOFS-FP (Coordinamento Italiano Opere Femminili Salesiane-Formazione Professionale) cui ha preso parte, tra gli altri, il Sottosegretario al Ministero del Lavoro Luigi Bobba insieme a tanti soggetti diversi: aziende, formatori, centri per l’impiego, poli di formazione e Regioni. Obiettivo di tutti è ridurre, con ogni mezzo e facendo un lavoro congiunto, la disoccupazione giovanile.

L’ideatrice del Seminario Europa, Lauretta Valente, Presidente CIOFS-FP, ha detto: “era importante trovare un momento di confronto. Il nostro obiettivo con questo Seminario era mettere intorno a un tavolo soggetti e punti di vista differenti in un’ottica di collaborazione. Riteniamo che il territorio, le imprese debbano co-progettare, insieme alla Formazione Professionale, le attività di alternanza Scuola/Lavoro, mentre lo Stato e le istituzioni dovrebbero valutare le competenze e peculiarità di ciascuno”.

La Valente ha precisato: “Con gli atti determinativi delle Regioni daremo avvio effettivo alle attività legate al Sistema duale in tre quarti delle Regioni italiane. Avremo l’opportunità di far partire la formazione professionalizzante con carattere duale anche per il 4° anno, oltre ai corsi di recupero per chi ha interrotto il percorso d’istruzione. Si rinforza inoltre l’adempimento dell’alternanza Scuola/Lavoro: prima si parlava di circa 150/200 ore in impresa, ora si passa a 400 ore di lavoro effettivo sino abbiamo all’apprendistato formativo”.

“C’è soddisfazione perché tutte le regioni, anche quelle meno attrezzate, hanno aderito con grande determinazione, hanno iniziato a lavorare con una modalità diversa da quella che è consuetudine usare per la scuola e questi cambiamenti sono stati percepiti come un ampliamento della prospettiva formativa”.

“Con il CIOFS-FP, in particolare, c’è molta collaborazione perché hanno una quota importante dei 300 centri di formazione con cui si è iniziata l’attività e, indubbiamente, hanno cultura e strumenti per attivare il duale. C’è un altro fronte su cui stiamo lavorando, quello delle aziende: ad agosto è partito il bando per Italia Lavoro proprio dedicato alle imprese”.

Cristina Grieco, del Coordinamento Regioni ha sostenuto che “Sono tre gli aspetti chiave a proposito del sistema duale emersi oggi su cui ci impegneremo o stiamo già lavorando. Partiamo da una situazione molto differenziata da regione a regione: alcune con sistemi collaudati, altre in cui mancano del tutto. Per quanto concerne la sperimentazione, è senza dubbio una grande opportunità: la scelta del Ministero del Lavoro stimola il rapporto con le imprese da cui ci si augura risposte d’interesse”.

Elio Formosa, della segreteria CISL Scuola, ha detto: “Finalmente un Seminario che vuole fare chiarezza sul presente e soprattutto sul futuro della cosiddetta ‘via italiana al sistema duale’, faticosamente nata dalla comune volontà delle istituzioni scolastiche, dei centri di formazione professionale, del MIUR e del MLPS, delle parti sociali, delle imprese e delle regioni per fare fronte comune e così contrastare l’insostenibile e drammatico fenomeno della disoccupazione giovanile e dell’abbandono e dell’insuccesso scolastico e formativo. Le parti hanno individuato nell’apprendistato, in particolare, lo “strumento ponte” per unire e coniugare il mondo della scuola e della formazione con quello delle imprese attraverso la reciproca conoscenza e l’acquisizione di competenze on the job. Insomma, le buone intenzioni ci sono tutte anche se la realtà e la confusione, legislativa soprattutto, non consentono ancora di avere un quadro ben definito e definitivo del nostro neonato sistema duale.

Da parte sua Ilaria Cavo, assessore alla Comunicazione, Formazione, Politiche Giovanili e Culturali della Regione Liguria, ha spiegato che: “In Regione ho trovato un sistema della formazione professionale che non prevedeva quarti anni, senza nessuna anticipazione del Sistema duale e basato su un sistema di bandi, superati. Per noi, la sperimentazione duale si basa sul meccanismo dalle “quota a persona”, ovvero le risorse di 1,2 milioni di euro saranno destinate non in maniera generica agli enti organizzatori, ma “quota pro-capite” per ogni studente che gli enti riusciranno a mettere in azienda o con il meccanismo di alternanza rafforzata, con un contributo, in questo caso di 4.000 euro, oppure in apprendistato, con un contributo di 5.000 euro. Sarà più facile attivare l’alternanza piuttosto che l’apprendistato, perché è necessario che, prima, il Ministero del lavoro metta mano alla legge sul lavoro minorile, se davvero si vuole far decollare il sistema. Al Ministero del lavoro chiediamo anche di intervenire per evitare che la riforma dell’istruzione professionale lasci l’Istruzione e Formazione Professionale in capo al MIUR, nell’ipotesi, sciagurata, che il passaggio sulla riforma costituzionale possa togliere le competenze alle regioni in un settore dove stanno facendo bene e con più efficacia dello Stato”.

Nel suo intervento Arduino Salatin, dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia, ha osservato: “In Italia è in partenza a settembre una sperimentazione promossa dal Ministero del lavoro, d’intesa con le Regioni, relativa alla “via italiana al sistema duale”. Con tale espressione si intende un nuovo modello di formazione professionale per i giovani, ispirato all’esperienza della Germania e basato sia sull’alternanza scuola-lavoro sia sull’apprendistato. Gli Enti di formazione professionale di ispirazione cattolica sono fortemente coinvolti nella sperimentazione (con più di 200 Centri formativi nelle varie regioni); proprio per questo hanno pensato di lanciare un progetto di alto respiro strategico e culturale, finalizzato a costituire una rete nazionale dei Centri in grado di qualificare in chiave educativa il modello sia sul piano formativo che organizzativo”.

A concludere l’incontro, Paola Vacchina, presidente di Forma, che ha sottolineato “Nell’ultimo decennio la formazione professionale italiana ha saputo costruire un sistema educativo per ragazzi e giovani particolarmente efficace e innovativo: a coloro che si sentono attratti dall’esperienza concreta e maggiormente orientati al lavoro si è offerta la possibilità di sviluppare le loro competenze e valorizzare i loro talenti. Grazie a questo impegno si è potuto abbattere la dispersione scolastica e inserire molti giovani al lavoro. Recentemente sulla base dell’Istruzione e Formazione Professionale (Iefp) gli enti di formazione hanno avviato il percorso di sperimentazione del cosiddetto sistema duale, che permette di raggiungere qualifiche e diplomi anche attraverso contratti di apprendistato in azienda. Il Paese ha bisogno di maestri artigiani che trasmettano i loro mestieri, di giovani meccatronici che rispondano alle nuove necessità delle aziende, di tecnici superiori per l’economia del futuro. Il sistema della formazione è risorsa fondamentale per questa sfida e va riconosciuto, diffuso e rafforzato per completare il disegno più lungimirante ed efficace oggi in campo per il lavoro dei giovani e lo sviluppo dell’economia”.

 

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