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Palazzo Madama. Senato italiano

Palazzo Madama. Senato italiano - Wikimedia Commons (lalupa)

Fioroni: “No a uno Stato che sui temi etici vuole zittire la Chiesa”

Il senatore del Pd si esprime contro il ddl Cirinnà e l’utero in affitto, che definisce “crimine contro l’umanità”. Conferma poi l’adesione al Family Day, ma “non per costruire consenso politico”

È un no deciso al ddl Cirinnà, quello del senatore del Partito Democratico Giuseppe Fioroni. Ma il suo è anche un benestare all’introduzione di una legge, benché diversa da quella attualmente in discussione, che riconosca le unioni civili.

L’ex ministro dell’Istruzione è intervenuto ieri sera al convegno “La famiglia è una. I diritti sono per tutti”, tenutosi presso la Sala Capitolare San Salvatore in Lauro, a Roma, su iniziativa dell’associazione Italia Più, fondata dal già segretario della Cisl Raffaele Bonanni.

Introducendo il convegno quest’ultimo ha ricordato, dato il suo bagaglio di esperienza da sindacalista, l’importanza della famiglia per l’economia del Paese e dunque di leggi che la sostengano. Al contrario considera inutile una legge, come quella sulle unioni civili, che “è frutto di un’arroganza ideologica” e che – ha proseguito Bonanni – “viene promossa per coprire altre mancanze e anche per fare un elettoralismo di bassa lega”.

Non si è espresso in questi termini invece Fioroni, impegnato in una serrata opera di mediazione in Senato e all’interno del suo stesso partito sul ddl Cirinnà. Identificato come appartenente al gruppo di cattolici del Partito Democratico, ha voluto fare alcune precisazioni sui rapporti tra Stato e Chiesa, specie quando si parla di temi cosiddetti etici.

Ricordando che “uno Stato è laico e decide autonomamente dopo aver ascoltato tutti”, il senatore dem ha detto che “allo stesso tempo anche la Chiesa è altrettanto autonoma e libera di esprimersi”. Perciò considera “terribilmente fragile uno Stato che, per sentirsi autonomo, l’unica Chiesa che ha in mente è quella del silenzio”.

Fatta questa premessa, ha sostenuto che “la frontiera più complicata per la politica è rappresentata dal confronto sui temi di bioetica”, sui quali “non si può costruire una propaganda elettorale, perché attengono all’intimità di milioni di cittadini”.

Di qui la convinzione – espressa a ZENIT – che “l’unica bussola” che debbano seguire i legislatori in questi campi è la democrazia diretta. Fioroni invoca un “referendum di indirizzo” sulle unioni civili. Si ascolti il parere della maggioranza, e poi si agisca in coscienza.

Coscienza, la sua, che è contraria alla maternità surrogata. Scenario che potrebbe essere incoraggiato dalla stepchild adoption. “La mia personale opinione è che il figlio è conseguenza di un atto d’amore, trasformarlo in un ‘diritto’ significa farne un bene di consumo, e questa è la logica dell’utero in affitto”, che Fioroni definisce “un crimine contro l’umanità”.

Il dibattito sul ddl Cirinnà, il cui inizio era previsto per oggi, è intanto slittato a martedì prossimo. Nei giorni scorsi era circolata anche la voce di un possibile accordo tra i capigruppo in Senato per ritirare gli emendamenti presentati (6mila in tutto) e rendere così più fluido l’iter del disegno.

Ipotesi accolta dalla Lega Nord (che ha ritirato gran parte dei propri emendamenti), ma che a Fioroni sembra non piacere: “C’è in atto ancora un dibattito, io sono per la libertà di coscienza, che prevede che ognuno esprima liberamente il proprio pensiero e agisca di conseguenza”. E lui si esprime così: un testo sulle unioni civili “è sacrosanto, a patto che vengano eliminati i riferimenti impropri alla famiglia” e che sia evitata la stepchild adoption.

Del resto, ha aggiunto, per garantire i diritti ai minori che vivono già con coppie omosessuali, “è sufficiente fare degli interventi sui decreti legislativi e sulla legge sulle adozioni”. Ma una volta effettuate queste operazioni, resterebbe la necessità di un istituto giuridico ad hoc sulle unioni civili?

Secondo Fioroni sì, perché “se due persone, omo od eterosessuali che siano, vivono insieme, è un loro diritto giovarsi di alcune tutele”. Compresa la reversibilità della pensione, che definisce “un gesto di civiltà”, malgrado le casse dello Stato – secondo alcuni studi – non sarebbero in grado di sostenerla nel lungo periodo.

Nel brevissimo periodo, cioè domani, ci sarà il Family Day. “Ci andai già nel 2007, non mi sembra una novità che ci sarò anche domani”, spiega Fioroni. Il quale aggiunge: “Se uno crede in dei valori, è giusto che vada a manifestarli. Ma non per fare promozione sugli altri o per creare contrapposizioni”. Perché – conclude – “è una scempiaggine pensare che su certi temi si possa costruire il consenso politico”.

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