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Fiori dalla roccia

È pura gratuità quell’amore crocifisso. Con le braccia spalancate, per assurdo ringrazia per avergli procurato l’opportunità di manifestare il massimo amore: dare la vita per me e per te

Chi non ama i fiori diligentemente coltivati in un giardino? Ti incanta un’aiuola curata, diserbata e amorevolmente annaffiata. La bellezza e l’armonia dei fiori sono la risposta che gratifica abbondantemente il lavoro di ogni giardiniere.

Da qualche giorno in vacanza, mi ritrovo particolarmente impegnato a scattare foto, attratto da mille qualità di fiori non curati, arrampicati sulle pareti rocciose della montagna o sguscianti dalle fenditure delle pietre che formano il muricciolo della strada.

A dirti il vero, se non sono più belli, se non più vivi e vitali, attirano sicuramente la tua ammirazione forse perché nati e cresciuti in terra inospitale, apparentemente figli di nessuno. Se ti soffermi, ti accorgi della loro fierezza: li ha seminati il cielo.

Non resti forse anche tu incantato di fronte a chi, non richiesto, ti sorride? Ti senti rivivere anche quando inaspettatamente ti sfiora un semplice atto d’amore proveniente da chi neppure ti conosce.

In una foto voglio fissare l’immagine e l’incanto d’un fiore nato dalla roccia o sul sentiero. Che meraviglia ti dona il suo fiore mentre lo ignori, ti dona profumo mentre lo calpesti. Intendo così fermare su questa pagina anche l’origine dell’amore vero perché gratuito: “Amor che nulla chiede e tutto dà”.

È pura gratuità quell’amore crocifisso, trasformato in sangue sgorgato dal cuore che tu ed io abbiamo trafitto. Dalla croce, con le braccia spalancate, per assurdo ci ringrazia per avergli così procurato l’opportunità di manifestarci il massimo dell’amore: dare la vita per me e per te.

Ciao da padre Andrea

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