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Filoni: “In Iraq i cristiani attendono il Papa”

Il prefetto di Propaganda Fide traccia un bilancio della sua visita nel paese martoriato dalla guerra

Un “pellegrinaggio” tra i cristiani perseguitati. Con questo spirito il cardinale Ferdinando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha vissuto la sua missione in Iraq durante la Settimana Santa, in occasione della quale ha visitato alcuni campi profughi.

Ai microfoni di Radio Vaticana, il porporato ha spiegato che non è stata “una semplice visita, né un tour qualsiasi: la Settimana Santa ci portava a vedere le sofferenze di tutti questi fratelli vicine al Mistero della sofferenza di Cristo”.

Aggiungendo che papa Francesco si è personalmente interessato a conoscere le varie tappe del viaggio e le situazioni concrete riscontrate tra i “profughi cristiani e non cristiani”, il cardinale Filoni ha riferito che il Santo Padre è rimasto “molto impressionato da questi otto mesi di vita eroica di queste persone”, che vivono “una situazione di sopportazione notevole”.

L’“aspetto umanitario”, oltre che quello spirituale – con tutte le problematiche che vanno dalla “convivenza forzata in tanti luoghi” alla “condivisione di tutto quello che è poi strettamente necessario per la vita quotidiana”, a partire dai “servizi igienici” – è stato oggetto di “un’attenta considerazione, riflessione e ascolto del Papa”.

I cristiani iracheni, ha aggiunto Filoni, sono stati “molto contenti di questa visita, ma naturalmente aspettano anche, un giorno, quella del Papa”, in particolare tra i rifugiati, ed anche le autorità locali ritengono che una visita pontificia “sarebbe non solo utile ma anche opportuna in questo momento e in questi tempi”.

La “speranza”, ha proseguito il porporato, è il sentimento ricorrente tra i profughi iracheni, al punto che la maggior parte di loro conta di poter ritornare un giorno nei propri villaggi, sebbene questo “non sarà facile”.

In generale, Filoni ha colto tra gli iracheni un senso di gratitudine per la sua visita e, rispetto al primo viaggio, svoltosi la scorsa estate, il cardinale rilevato: “Non c’era più lo shock, il trauma di chi ha dovuto abbandonare la propria casa… C’è stato anche il momento gioioso della preghiera, tutti chiedevano una benedizione”.

Molti iracheni hanno detto al porporato: “La sua presenza è già per noi una benedizione”. La sensazione di Filoni è stata quella di “un arricchimento spirituale davanti al modo in cui questa gente affronta la difficoltà; da parte loro, direi proprio una visita attesa, gradita, che li ha aiutati e confortati un po’ nelle attuali vicende che stanno vivendo”, ha poi concluso.

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