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Figlia mia, l’amore è una cosa seria ma stupenda!

Con ironia e profondità, nel suo nuovo libro, Non più due, Andrea Torquato Giovanoli torna a parlare di famiglia e matrimonio

Due fedi nuziali intrecciate e tenute insieme da Gesù crocefisso, “fuse di un unico metallo e colate nel medesimo stampo: come Dio creò l’uomo maschio e femmina nella nobiltà della sua immagine”. Così si presenta l’immagine di copertina di Non più due (Gribaudi, 2015) l’ultimo libro di Andrea Torquato Giovanoli, disegnata dallo stesso autore.

Un’immagine che richiama il significato profondo del matrimonio cristiano: l’unione di un uomo e di una donna è impensabile se non passa per la Croce; si muore per la persona che si ama ma quel morire è per darle la vita. Non si è più da soli ma in due si diventa un’unica carne: impossibile farlo, però, se non c’è la benedizione di Dio.

Con Non più di due, Giovanoli completa la sua trilogia dedicata alla famiglia, iniziata con Nella carne, nel sangue e proseguita con Nel nome del Padre (anch’essi editi da Gribaudi). Tre scritti che non nascono da teorie astratte ma dalla vita vissuta dell’autore, corroborata dalla luce del Vangelo.

Dopo aver riflettuto sul proprio passato e sul proprio presente, il 41enne scrittore milanese fa un salto nel futuro, cimentandosi una lunga lettera alla propria ultimogenita Nadia (oggi due anni), unica figlia femmina, immaginandola in età da marito.

Per Giovanoli è l’occasione di tornare sui temi a lui cari: le differenze tra uomini e donne; la famiglia come luogo di ‘ascesi’ e combattimento contro i propri egoismi personali; le Sacre Scritture come unica autentica risposta a tutti i dubbi umani, in particolare quelli affettivi.

Come è nel suo stile, Giovanoli ama trattare temi impegnativi e profondi con leggerezza e ironia mai banali e lo fa anche nel dare consigli alla figlia nella scelta dell’uomo della sua vita. La mette in guardia sulla natura dei maschi ed in particolare sui loro difetti: pigri da avere “il piombo nei piedi (e talvolta perfino nelle natiche)”, tendenzialmente egoisti ma, soprattutto mortalmente allergici alle lamentele tipicamente femminili.

Inoltre, osserva l’autore, l’uomo è “piatto” e “le sue corde danno una sola nota”, mentre, al contrario, la donna è una “cassa armonica dai mille suoni” e, “se la forza del primo sta nel dare il ‘là’, è solo nella seconda che si esprime ogni altra sfumatura della sinfonia che li unisce”. La serenità di un matrimonio, quindi, sarà determinata principalmente dagli umori femminili: come una boa che galleggia sull’oceano dell’affettività della sua compagna, l’uomo finirà quindi impotentemente travolto, in caso di tsunami.

Non più di due fa sorridere, riflettere e commuovere, spesso anche nel giro di poche righe. Irresistibili le pagine in cui sono descritte le diatribe in casa Giovanoli sull’uso degli asciugamani, dove la mania per l’ordine del marito si scontra con la leggerezza della moglie.

Un centinaio di pagine che si leggono con gusto e d’un fiato, un curioso viaggio nel quotidiano di una famiglia come tante altre, dove, in un sottofondo di scanzonata allegria, non vengono lesinati i lati oscuri della stanchezza, della rabbia, dell’incomprensione e dei bisticci, in particolare tra coniugi; illuminati, però da una consolazione e da una certezza: l’uomo e la donna, da soli, in quanto creature finite e limitate, non possiedono l’Amore, per questo hanno bisogno di attingerlo a Colui che è Amore per definizione.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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