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Figel: “È ora di chiudere il tempo dei genocidi”

Lo ha dichiarato l’inviato speciale della Commissione Europea per la promozione della libertà di religione, visitando la mostra sui cristiani perseguitati al Meeting di Rimini

Questa mattina Ján Figel, inviato speciale della Commissione Europea per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’Unione Europea, ha visitato la rassegna sulla persecuzione anticristiana portata da Aiuto alla Chiesa che Soffre al Meeting di Rimini, dal titolo La vostra resistenza è martirio, rugiada che feconda. I volti della persecuzione anticristiana, gli interventi per non lasciarli soli.

Figel, che in più di un’occasione aveva già incontrato rappresentanti della Fondazione pontificia, ha espresso un particolare apprezzamento per l’impegno di ACS in difesa della libertà religiosa e lodato la relativa pubblicazione biennale della Fondazione, il Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo. L’inviato dell’Ue è stato ufficialmente invitato alla presentazione della XIII edizione del Rapporto che si terrà a Roma il 15 novembre presso l’Associazione Stampa Estera.

“Senza libertà religiosa non avremo neanche libertà politica e civile”, ha affermato Figel visitando l’esposizione di ACS, per poi notare come il “problema del XXI secolo sia rappresentato dall’indifferenza e dalla paura crescenti. L’indifferenza e la paura sono complici del male. Il modo più efficace per dominare i popoli è utilizzare indifferenza e paura. Non dobbiamo avere paura, dobbiamo avere coraggio e alzare la voce per garantire la libertà religiosa nel mondo. La libertà religiosa è infatti la cartina di tornasole del rispetto di ogni altro diritto umano”.

L’inviato dell’Ue per la libertà religiosa ha inoltre sostenuto la campagna lanciata dalla sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che Soffre per chiedere alle istituzioni italiane il riconoscimento del genocidio commesso dallo Stato Islamico ai danni delle minoranze religiose in Iraq e Siria. Un passo compiuto dall’Unione europea già nel febbraio scorso. L’iniziativa di ACS si è tradotta in due mozioni presentate alla Camera e al Senato da circa 100 parlamentari, la cui discussione sarà presto calendarizzata.

“100 anni fa si è verificato il primo genocidio – ha esclamato Figel di fronte ad un pannello della mostra ACS che ricorda proprio il genocidio armeno -. È tempo di chiudere il secolo dei genocidi”. L’inviato Ue per la libertà religiosa ha inoltre voluto firmare personalmente la cartolina della campagna ACS per il riconoscimento del genocidio, già firmata da migliaia di visitatori del Meeting.

In merito alla minaccia dell’estremismo islamico Figel ha infine affermato che “l’ISIS diffonde tramite i media la paura e l’ideologia, trasmettendo immagini di uccisioni. Loro non si nascondono, non occultano i loro crimini, ma li pubblicano online. Dobbiamo avere la buona volontà per agire. Ora è il tempo dell’azione”.

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