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Festival della Famiglia a Trento

Festival famiglia Trento, conclusa l’edizione 2016 dedicata a giovani e denatalità

Incontri, testimonianze, performance artistiche e mostre hanno caratterizzato la manifestazione che ha premiato anche i vincitori del concorso “Strike” sui giovani “che cambiano le cose”

Nel 2015 i nuovi nati in Italia sono stati 17 mila in meno rispetto all’anno precedente, e il numero medio di figli per donna è di 1,27. È partita da questi dati la riflessione della V edizione del Festival della Famiglia che si è svolto a Trento in questi giorni, e che ha avuto come filo conduttore il tema “Denatalità, giovani e famiglia. Le politiche di transizione all’età adulta”. Promossa  dalla Provincia autonoma di Trento con il patrocinio del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la manifestazione si è svolta attraverso una serie di incontri e testimonianze, ma anche performance artistiche e mostre sulla tematica.

“Il tema che abbiamo scelto quest’anno è molto attuale: la denatalità. – ha spiegato Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia e tra i coordinatori del Festival – Abbiamo visto i dati del rapporto Istat; pensiamo ci sia un collegamento importante, strategico tra queste politiche e le politiche giovanili e famigliari. Quindi è stato un’operazione importante per andare a interrogare i giovani, chiedere loro quali sono gli interventi, gli strumenti su cui insistere per poter dare scenari di vita futuri ai loro progetti. Gli ambiti che emergono sono casa e lavoro; non sembrano scontati, ma è evidente che dobbiamo lavorare su casa e lavoro, probabilmente su politiche più flessibili di quelle che abbiamo oggi; è possibile coinvolgere il territorio, le istituzioni e anche le famiglie”.

Il palco del Festival ha visto un confronto aperto tra istituzioni e associazioni famigliari, ma anche testimonianze di chi ce l’ha fatta a coniugare il binomio famiglia-lavoro.  “La Provincia Autonoma di Trento – spiega Stella Giampietro, responsabile del servizio per il personale – proprio per andare incontro alla materia  conciliazione vita-lavoro, da alcuni anni ha introdotto il telelavoro, che oggi  vede coinvolti 400 impiegati della provincia”.

Questa realtà vede protagoniste soprattutto le donne, anche con ruoli dirigenziali: “Quella che ritengono essere stata la conquista più importante  – continua Giampietro – è che il personale femminile, che notoriamente ha sempre chiesto il part time, in molti casi ha voluto un aumento dell’orario di lavoro e qualcuna è riuscita a rientrare anche a tempo pieno. I responsabili di struttura sono soddisfatti, perché da indagini che abbiamo fatto è emerso in molti casi che l’attività non è variata e quindi abbiamo lo stesso livello di produttività; in un 25 per cento di casi, un incremento della produttività”.

I veri protagonisti della manifestazione sono stati soprattutto i giovani. Proprio a loro è stato dedicato il concorso “Strike“, storie di ragazzi e ragazze “che cambiano le cose”, dei quali durante l’evento sono stati presentati i dieci migliori candidati. Tra le tante storie, quella di Andrea Morandi, giovane geometra bresciano con due passioni, gli ortaggi biologici e la bicicletta, da lì l’idea del suo progetto “Ortociclo”. “Io mi occupo della distribuzione – racconta Andrea –  e quindi di facilitare questo incontro fra i piccoli produttori agricoli e i cittadini di Brescia, con consegna a domicilio attraverso una speciale bicicletta che mi hanno realizzato degli artigiani locali. Tramite un sito internet, prendiamo gli ordini,  e poi io consegno due giorni a settimana, martedì e venerdì, al domicilio delle persone: arrivo sotto casa con questa bicicletta e porto la borsa di prodotti freschi”.

E tra le proposte lanciate durante il Festival di Trento c’è quella delle Associazioni famigliari al ministro del Lavoro di attuare una Carta della Famiglia che attraverso sconti su beni e servizi possa dare una mano a tutti i nuclei e incoraggiare i giovani a formare una propria famiglia. E proprio il Trentino diventa un esempio virtuoso da seguire. “Il Trentino – ha sottolineato il presidente della Provincia autonoma, Ugo Rossi – vuole utilizzare al meglio le sue competenze e lo fa cercando di valorizzare il ruolo soprattutto dell’associazionismo familiare che, ben prima dell’azione dei decisori politici, si è messo in moto per dare risposte ai bisogni delle famiglie”.

“Abbiamo cercato di accompagnare tutto questo – ha spiegato Rossi – e, utilizzando la possibilità della leva fiscale sul nostro territorio, abbiamo introdotto detrazioni all’addizionale Irpef sui figli, tariffe agevolate sugli asili nido, ma certamente anche noi dovremmo alzare gli obiettivi e dare – per esempio – maggiore copertura alla risposta degli asili nido rispetto al totale dei bambini che nascono nella nostra Provincia: siamo oggi intorno al 35-36% e i Paesi europei più avanzati sono intorno all’80%. Quindi anche noi abbiamo un bel cammino da fare…”

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