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Farsi l’altro

È importante amare il prossimo ma è più importante amarlo come lui vuole essere amato

In comunità è amore gareggiare nel precederci in ogni servizio, nell’essere sempre pronti a qualsiasi evenienza.

Anch’io mi prodigavo per gli altri oltre il richiesto.

Volendo alleggerire il lavoro del cuoco già tanto indaffarato tra i fornelli, un giorno mi sono messo a lavare i piatti.

Mentre mi prodigavo in questo servizio, durante la sua assenza, avevo dentro di me una “piccolissima” tentazione: “Chissà che a lui o a qualcuno non sfugga un “piccolissimo” grazie…Tentazione…che mi faceva anche sorridere.

Mentre eravamo tutti a tavola intenti alla pastasciutta, proprio il cuoco, ad alta voce e in tono risentito: “Voglio sapere chi ha lavato oggi i piatti”. Al momento non ho avuto il coraggio di farmi avanti, visto il tono e il silenzio di tutti. Appena l’attenzione generale si allenta, a bassa voce, gli confesso che li ho lavati io. Con lo stesso tono e davanti a tutti, mi riprende: “Non sei capace neppure di lavare i piatti…I piatti sullo scolatoio si mettono così e non cosà”.

La ribellione scoppiata dentro di me e contenuta in silenzio, mi suggeriva con ragione di non avvicinarmi mai più alla cucina. Ma il giorno dopo, mentre lui era di nuovo al mercato, mi sono ritrovato di fronte a quella pila di piatti…: “Il cuoco non mi ha detto di non lavare i piatti – ho riflettuto – ma di lavarli come vuole lui”. E glieli ho messi sullo scolatoio ad asciugare così e non cosà.

Con il suo sorriso mi ha fatto arrivare il “grazie”; ma ho imparato una cosa grande: è, si, importante amare il prossimo, ma è più importante amarlo come lui vuole essere amato.

 

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