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“Family man. Diario semiserio di un marito cristiano cinque volte papà”

In un libro, Edoardo Tincani giornalista e padre di cinque figli racconta la bellezza “normale” della famiglia

La famiglia è la prima scuola mondiale di umanità. Per questo motivo raccontare la bellezza ordinaria della famiglia, la sua vitalità tenace, è oggi una sfida importante, una responsabilità di fronte alle nuove generazioni per dir loro che essa non è un retaggio del passato, né un’oasi da proteggere, ma un’esperienza di gioia profonda.

È quanto sostiene Edoardo Tincani, giornalista professionista, sposato, padre di cinque figli nel libro “Family man. Diario semiserio di un marito cristiano cinque volte papà” pubblicato dalle Edizioni La Fontana di Siloe (marchio del gruppo Lindau).

Tincani è Laureato in Economia e Commercio all’Università di Parma, dal 2004 dirige il settimanale della Chiesa reggiano-guastallese “La Libertà”; dal 2013 è direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, capo ufficio stampa della Diocesi e portavoce del vescovo Massimo Camisasca. Collabora con il quotidiano Avvenire e con il sito di informazione locale 7per24.it.

Con intelligenza e leggerezza, il libro di Tincani si presenta come un ‘diario’ di un papà alle prese con i molti affanni tipici della vita familiare. Questo aiuta a riflettere sul significato più profondo della vita familiare, sulle sue gioie come sulle sue difficoltà.

Nella lingua italiana “famiglia inizia come fatica, ma finisce come meraviglia”, scrive in esso l’autore. La famiglia è vocazione e progetto, ma anche croce da portare, e “per tante persone è realizzazione di un sogno di felicità radicato nel cuore”. “Famiglia – sottolinea Tincani – non è solo problema o noia o minoranza afona, ma la prima scuola mondiale di umanità”.

Il punto determinante è dunque educativo. Obiettivo del libro è pertanto di rendere la famiglia appetibile alla maggioranza di uomini e donne che le preferiscono la convivenza. E come spiegare la consolazione del “per sempre” a giovani avvezzi al precariato quale modalità di vita? Come far preferire la sicurezza di un luogo di dialogo e riconciliazione ai ragazzi della “generazione boh”, secondo la definizione rap di Fedez?

Scrive Tincani: “A dar retta al Papa venuto dalla fine del mondo, sulla porta d’ingresso di ogni famiglia devono essere iscritte tre parole magiche: ‘permesso?’, ‘grazie’ e ‘scusa’. Ma come, devo chiedere permesso in casa mia? Sì, se non voglio ritrovarmi a considerare dovuto ciò che in realtà rimane donato, giorno dopo giorno. O, peggio, a esigere quello che si dovrebbe chiedere gentilmente”.

Per questo, “il matrimonio è un grandissimo banco di prova della gratuità!”. “Gratuità” che viene da ‘gratia’ (‘dono’, appunto), quindi “è importante vedere nel coniuge un dono e trattarlo come tale. La presenza di più figli, poi, è una continua richiesta di affetto e amore gratuito. Assediano, sporcano, distruggono. Però a loro volta sono gratuiti”.

“Cosa potrebbero darci in cambio, di non gratuito?”, scrive il giornalista. “A volte sono provocatori, interessati, subdoli. Però sanno infondere il senso del dono, nella loro imprevedibilità o autonomia. Sono ‘mistero’, che si professi o meno una fede. Prendersene cura ci richiede quotidianamente di trascurare altro: la vita mondana, per esempio; o l’ideale di perfezione domestica…”.

“Sono gratuito – aggiunge – se m’impegno a seguire mia figlia tutti i giorni nei suoi compiti (gratuità attiva). Ma sono gratuito (passivamente) anche quando subisco gli sfoghi rabbiosi di un bambino che pianta una grana, e so che se voglio educarlo devo non dargliela vinta; oppure se sopporto i decibel di troppo e accetto la frustrazione del figlio piccolo che si lamenta, è appiccicoso e non ti lascia combinare un’acca in casa, trattenendo la rabbia”.

In questi frangenti, “uscire di casa per una commissione o per andare al lavoro è spesso gratificante, un vero sollievo. Il coniuge ‘più gratuito’ è indubbiamente quello che resta in trincea a sobbarcarsi il figlio, il telefono che suona, il pasto da preparare. La gratuità – afferma l’autore – più non è gratificante e più è autentica”.

Il libro di Edoardo Tincani, già in distribuzione nelle librerie, verrà presentato il 14 Aprile alla Libreria all’Arco,a Reggio Emilia. A conversare con l’autore ci saranno il vescovo Massimo Camisasca e la giornalista Stefania Bondavalli.

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