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Famiglie d’Europa contro l’utero in affitto

La Fafce rivolge un appello ai Governi per l’abolizione di questa pratica. Intanto in Italia il Movimento Idea deposita una proposta di legge in tal senso

“Ferma condanna” della pratica della maternità surrogata, che “si sta diffondendo in tutto il mondo, sta creando un pendio scivoloso verso il diritto al figlio, non ha rispetto per la dignità umana e i principi etici fondamentali”. A esprimerla è il Comitato direttivo della Federazione europea delle associazioni delle famiglie cattoliche (Fafce).

Nel corso dell’assemblea di primavera, che si è svolta a Fatima il 12 e il 13 aprile, il Comitato ha approvato una delibera sul tema nella quale rivolge anche un appello per l’abolizione di questa pratica. “Noi presidenti e delegati del Comitato direttivo Fafce – si legge nel testo, ripreso dall’agenzia Sir – condanniamo fermamente ogni forma di maternità surrogata, che strumentalizza donne e bambini, sia quando è accompagnata da una transazione finanziaria, sia quando non lo è”. La maternità, prosegue il documento, “è un dono inestimabile per l’umanità e deve essere rispettata e protetta. Nessun bambino dovrebbe essere deliberatamente privato della madre”.

La Federazione invita dunque “tutti i capi di Stato e di Governo” ad agire a favore dell’abolizione della maternità surrogata. Appello anche all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa a seguire la risoluzione sui diritti umani e la democrazia nel mondo 2014 del Parlamento europeo, la quale afferma che la maternità surrogata “sarà vietata e trattata come una questione di urgenza negli strumenti sui diritti umani”.

Appello da parte delle famiglie europee che in Italia ha raccolto il Movimento Idea. Alla Camera dei Deputati, come afferma in una nota l’on. Eugenia Roccella, il gruppo ha depositato una proposta di legge sul divieto di surrogazione di maternità. “Nel pdl proponiamo – spiega la Roccella – oltre a modifiche della legge 40 per evitare interpretazioni ambigue e per aumentare le sanzioni, la trascrizione del contratto di surroga e la tracciabilità dei genitori biologici, per assicurare al nato il diritto alle origini , così come è assicurato a  tutti i bambini, adottati o nati per via naturali o per procreazione assistita”. Conclude infatti la Roccella che “ognuno è figlio, ancora oggi, di un uomo e di una donna, e ha il diritto di sapere di avere una madre, e di poterla eventualmente rintracciare”.

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