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Expo. Caritas aderisce al World Humanitarian Day

A Ginevra, sempre oggi, il vescovo di Bangui, mons. Nzapalainga, è stato insignito del premio Sergio Vieira de Mello 2015 insieme ad un imam e a un pastore protestante per l’impegno di pace nella Repubblica Centroafricana

Caritas ha preso parte al World Humanitarian Day, giornata celebrata dall’Onu in Expo e in tutto il mondo. Nell’occasione, una delegazione di alti membri delle Nazioni Unite ha visitato l’Edicola di Caritas Internationalis, il cui messaggio è “Dividere per moltiplicare”.

A comporre la delegazione – informa un comunicato – Barbara Noseworthy, rappresentante del World Food Program, Rashid Khalikov, direttore Ocha (Coordinamento degli affari umanitari dell’Onu) di Ginevra, l’ambasciatore svizzero Manuel Bessler, a capo dell’unità svizzera per gli aiuti umanitari, Cornelis Wittebrood, direttore generale Echo per l’Africa orientale, occidentale e meridionale, Toby Lanzer, coordinatore degli aiuti umanitari per le crisi nel Sahel, e Fernanda Guerrieri, commissario generale dell’Onu in Expo. L’Onu ha scelto di coinvolgere in questo proprio “National day” anche i rappresentanti della società civile presenti a Expo che operano in ambito umanitario. Per questo motivo, Caritas ha partecipato anche al corteo che, dall’ingresso di Expo, ha raggiunto il padiglione svizzero per concludere con un convegno il World Humanitarian Day.

Intanto, a Ginevra, proprio in occasione di questa giornata, è stato insignito del premio Sergio Vieira de Mello 2015 il presidente di Caritas Repubblica Centrafricana, monsignor Dieudonné Nzapalainga, vescovo di Bangui e presidente della Caritas della Repubblica Centroafricana per il suo lavoro di mediazione per la pace. La particolarità di questa premiazione consiste nel fatto che il premio è stato diviso con altri due leader religiosi, impegnati con il vescovo di Bangui nel dialogo: l’Imam Oumar Kobine Layam e il pastore protestante Nicolas Guérékoyaméné-Gbangou. Questo prestigioso riconoscimento, intitolato a Sergio Vieira de Mello, incaricato delle Nazioni Unite che è morto nell’attentato contro le Nazioni Unite a Baghdad nel 2003,  ha voluto premiare i tre leader religiosi per i loro sforzi nel mantenere il dialogo interreligioso malgrado il conflitto e per il loro tentativo di spiegare che la guerra nella Repubblica Centroafricana non è di natura religiosa.

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