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Holy See's pavillion at Milan Expo 2015

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Expo, 100mila euro raccolte per la carità del Papa in Giordania

Il padiglione Santa Sede ha registrato finora un milione di presenze

Un milione di presenze al Padiglione della Santa Sede dall’inizio di Expo. Il traguardo è stato raggiunto nella mattinata di domenica 20 settembre. Il milionesimo visitatore è coinciso con l’ingresso di un gruppo di 35 donne consacrate appartenenti alle Piccole apostole della carità, l’istituto fondato dal beato don Luigi Monza. La soglia è stata superata anche grazie a un settembre record, visto che nei primi venti giorni del mese sono state già più di 280 mila le persone transitate per il Padiglione. In particolare, gli ultimi tre sabati (5, 12, 19 settembre) hanno fatto registrare i picchi assoluti con quote sempre sopra le 26 mila presenze.

“Penso sia stata la forza del nostro messaggio – ha detto Luciano Gualzetti, vicecommissario del Padiglione della Santa Sede – ad attirare le persone all’interno del Padiglione. Accogliamo i visitatori con due scritte, in varie lingue, poste all’esterno della struttura: “Dacci oggi il nostro pane” e “Non di solo pane vive l’uomo”. Questo approccio induce la gente a entrare perché immagina che qui possano trovare degli spunti di riflessione. E questo credo che valga anche per i non credenti e i fedeli di altre religioni”.

Stupite e al tempo stesso contente di essere il milionesimo visitatore le consacrate delle Piccole apostole della carità. L’Istituto, che si occupa di bambini e ragazzi disabili, ha una trentina di comunità sparse in tutta Italia, da nord a sud, oltre a sedi in Brasile, Ecuador, Sud Sudan e Cina. “Tutti vengono all’Expo – ha commentato Luisa Minoli a nome delle altre – e ci siamo organizzate anche noi. Quest’estate, in tutti i nostri centri, abbiamo fatto dei progetti educativi con i nostri ragazzi sui temi di Expo. Il Padiglione della Santa Sede ci è piaciuto molto. È essenziale e richiama il senso vero di quello che dovrebbe essere questa Esposizione”.

Il Padiglione della Sante accoglie i visitatori con una parete di immagini che rappresentano le ferite dell’umanità: fame, conflitti ed esclusione per quella che papa Francesco ha definito la “Globalizzazione dell’indifferenza”. Sulla parete opposta scorrono le immagini di tre video che descrivono tre iniziative di solidarietà della chiesa cattolica nel mondo: in Burkina Faso, in Ecuador e a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Al centro, il tavolo interattivo che spinge il visitatore a riflettere sul senso della condivisione. All’interno del Padiglione anche un’opera d’arte: l’arazzo l’Istituzione dell’eucaristia di Rubens. I visitatori, oltre alle spiegazioni delle guide presenti, possono usufruire del servizio di QR Code in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

All’interno del Padiglione, inoltre, è possibile fare un’offerta libera per i campi profughi in Giordania. In poco più di quattro mesi e mezzo sono stati così raccolti 100 mila euro, che saranno destinati in particolare a progetti educativi e di sostegno alle famiglie. Nel padiglione non si svolge alcuna attività commerciale, né si distribuiscono cibi e bevande. All’uscita i visitatori possono ricevere in omaggio un magnete con l’effige di papa Francesco. Sono 700 mila quelli distribuiti finora. Chi entra nel Padiglione trova anche la pubblicazione dell’enciclica “Laudato Si’” di papa Francesco in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Finora sono quasi 5 mila le copie ritirate dai visitatori dietro il corrispettivo di un’offerta. Infine, il profilo Twitter del Padiglione, che informa su quanto accade all’interno della struttura, è seguito da oltre 2 mila follower.

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