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Hospital bed

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Eutanasia: il tema torna in Parlamento

Le Commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera hanno iniziato la discussione su quattro proposte di legge sul “fine vita”. Binetti: “Falso mito di modernità che travolge la dignità umana”

Lo si sapeva da tempo: approvate le unioni civili, il Parlamento avrebbe iniziato ad occuparsi della legge sull’eutanasia. E così è stato. Ieri alla Camera, in una seduta delle commissioni congiunte di Giustizia e Affari Sociali, si è iniziato a discutere delle proposte di legge sulla cosiddetta “dolce morte”.

I testi all’esame sono quattro. Ce n’è una di cui la prima firmataria è Marisa Nicchi (Sel) e che prevede la non punibilità del medico che pratica l’eutanasia al paziente maggiorenne, capace di intendere e di volere al momento della richiesta e affetto da una malattia in fase terminale. Questo testo assorbe quello dell’ex collega di partito di Nicchi, Titti Di Salvo, passata nel frattempo nel Pd.

C’è poi quella di iniziativa popolare, giunta a Montecitorio nel 2013 con le migliaia di firme raccolte dai radicali dell’Associazione Luca Coscioni. Il testo prevede che ogni cittadino maggiorenne, in caso di prognosi inferiore ai diciotto mesi di vita, possa “rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di trattamento di sostegno vitale o di terapia nutrizionale”. Questa proposta si pone contro l’obiezione di coscienza, poiché impone al medico che rifiutasse di staccare la spina il risarcimento del danno materiale e morale.

Sulla stessa lunghezza d’onda quanto stabilisce il testo redatto da Eleonora Bechis di Alternativa Libera-Possibile, condensata in un unico articolo, che obbliga il medico a rispettare la volontà del paziente e sancisce il divieto di obiezione di coscienza.

Il dibattito sul tema di annuncia acceso. Paola Binetti, di Area Popolare, spiega: “Questa legislatura non sembra farsi mancare niente in tema di battaglie per i diritti civili, con l’evidente volontà di sottoporre al vaglio convinzioni, valori e credenze su cui finora si è retto l’equilibrio sociale in Italia”. La Binetti ha l’impressione che “qualcuno si stia impegnando a rottamare il tutto, inseguendo un falso mito di modernità, che in realtà travolge la dignità umana e il rispetto per la vita come primo e indiscusso valore”. E avverte: “A noi non resta che vigilare e argomentare, per resistere a rapporti di forza che sembrano realmente insidiosi”.

 

 

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