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Essere missionari come Celso Costantini

Annuncio e nuova evangelizzazione al centro delle riflessioni dei Vescovi di Nord-Est. Parere favorevole della causa di beatificazione del cardinale che fu primo delegato apostolico in Cina

Le esigenze e le sfide attuali, i percorsi e le prospettive, le speranze e le fatiche della catechesi e dell’annuncio del Vangelo sono stati al centro di un approfondimento dei Vescovi del Triveneto riuniti ieri nella sede della Conferenza regionale a Zelarino (Venezia).

Su questi temi si è svolto, in particolare, l’incontro e il dialogo con alcuni membri della Commissione triveneta per l’annuncio e la catechesi, che ha come Presidente il Vescovo delegato mons. Corrado Pizziolo e come responsabile don Danilo Marin.

Oggi, in particolare, l’iniziazione cristiana avviene in un contesto sociale e culturale profondamente mutato e, spesso, non più segnato dalla cristianità e nel quale la fede va sempre più proposta e non semplicemente presupposta; si tratta, quindi, di fare in modo che le Chiese locali siano sempre più in grado di generare e rigenerare alla fede, attraverso modi e percorsi differenziati di annuncio del Vangelo.

Tutto ciò richiede – da parte delle comunità ecclesiali – la capacità di mettersi in discussione, di vincere le resistenze al cambiamento rispetto alle radicate abitudini e di intraprendere anche nuovi cammini, riscoprendo e ripensando, in particolare, il valore e il significato della stessa comunità cristiana.

La Commissione triveneta ha, tra l’altro, presentato ai Vescovi alcuni dei principali percorsi ed ambiti di intervento e di formazione: l’itinerario per la nuova figura dei coordinatori dei gruppi di catechisti nelle parrocchie e nelle unità/collaborazioni pastorali, le giornate di studio per catechisti, il progetto di annuncio del Vangelo rivolto a cristiani già iniziati nella fede cristiana, alcune forme sperimentate di accompagnamento e coinvolgimento dei genitori dei bambini e dei ragazzi della catechesi.

Da parte dei Vescovi sono state, quindi, espresse e riconfermate la gratitudine e la grande stima nei confronti dei molti catechisti ed educatori quotidianamente impegnati, in tutte le Chiese del Nordest, nella delicata opera di evangelizzazione.

Nel corso della stessa riunione i Vescovi hanno esaminato l’esperienza dei sacerdoti triveneti fidei donum attualmente operanti in Thailandia ed affrontato anche alcune possibili ed ulteriori iniziative in altre aree del mondo per continuare a ravvivare la spinta missionaria delle Chiese del Nordest.

I Vescovi hanno poi convenuto di concludere, nelle rispettive Diocesi, l’Anno giubilare straordinario della Misericordia, con un semplice e comune gesto di affidamento delle loro Chiese e delle genti del Nordest alla Divina Misericordia per continuare a crescere insieme nella comunione e nell’autentica testimonianza del Vangelo della Misericordia.

La Conferenza Episcopale Triveneto ha, infine, espresso parere favorevole all’avvio della causa di beatificazione del cardinale Celso Costantini (1876-1958), figura di notevole slancio missionario e carità pastorale nonché evangelizzatore della Cina, originario della diocesi di Concordia – Pordenone.

Monsignor Celso Costantini venne nominato il 12 agosto 1922 primo delegato apostolico in Cina ed elevato arcivescovo titolare di Teodosiopoli di Arcadia il 9 settembre, l’8 novembre giunse a  Hong King e il 29 dicembre a Pechino.

Nel 1924 promosse il primo “Concilium Sinese” (Concilio Plenario di Cina). Subito dopo questo sinodo, tenuto a Shanghai, ebbe l’onore di consacrare la Cina a Nostra Signora di Sheshan.

Grazie alla sua opera vennero consacrati da Papa Pio XI nella Basilica di San Pietro in Vaticano i primi 6 vescovi cinesi (28 ottobre 1926) compiendo così il passo essenziale verso il coronamento dell’opera missionaria in Cina.

In quegli stessi anni fondò la prima congregazione religiosa cinese Congregatio Discipulorum Domini (CDD) o Congregazione dei Discepoli del Signore, oggi diffusa in diverse parti dell’Asia. In quegli anni collaborò alla fondazione e allo sviluppo dell’Università cattolica di Fu-Jen e istituì un collegio cinese a Roma, adoperandosi perché anche i seminari di minori dimensioni adottassero i criteri formativi delle scuole superiori.

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