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Erdo ai cristiani di Terra Santa: “Siamo davvero fratelli. La croce ci difende come uno scudo”

Presiedendo la veglia per la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nell’ambito della plenaria dei vescovi europei, il presidente del Ccee ha chiesto di pregare per le famiglie e per il Sinodo

“La croce di Gesù è la nostra speranza. La croce è la vittoria della misericordia divina sul peccato, sul male, sulle nostre debolezze e sulla morte. La croce ci protegge, come uno scudo. Ecco perché la portiamo all’inizio della nostra processione. Il crocifisso appare anche all’ingresso e all’uscita di tanti villaggi o città antiche in Europa, perché chi ha vinto la morte può proteggerci dal male e dalle tentazioni”.

Così il cardinale Péter Erdo, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Ccee, nella sua riflessione durante la veglia per la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, nell’ambito della plenaria dei vescovi europei sul Lago di Tiberiade. Rivolgendosi a mons. Fouad Twal, patriarca Latino di Gerusalemme, e all’arcivescovo Melchita di Akka, Georges Bacaouni, e a tutti i presenti al momento di preghiera, il porporato, a nome dell’episcopato e delle Chiese in Europa ha voluto ringraziare i “cari amici cristiani in Terra Santa” per “la testimonianza di fede e di fedeltà a Gesù Cristo e alla Sua Chiesa”.

“Noi vescovi europei ci troviamo qui in Terra Santa per seguire le orme di Gesù Cristo e per incontrarvi”, ha aggiunto. “Voi siete la comunità cristiana, il Corpo vivo di Gesù Cristo, le pietre vive del Tempio edificato da Gesù con la Sua Pasqua. Essere qui con voi questa sera rafforza i nostri legami e così ci rafforziamo a vicenda. Ci sentiamo veramente fratelli che nella fede si sostengono gli uni con gli altri”. 

Il presidente del Ccee ha spostato poi la sua attenzione sul tema della famiglia, che – ha detto – in questi nostri tempi “è veramente fondamentale”. “Vedendo voi qui riuniti con tante famiglie, vorrei ringraziarvi perché seguendo l’esempio della Sacra Famiglia voi siete testimoni di una vita familiare realmente cristiana, che pone Cristo al centro della vita vissuta, dell’amore coniugale, dell’apertura alla vita, dell’amicizia tra famiglie che si sostengono a vicenda sia materialmente che spiritualmente”.

“La croce, che spesso affligge le nostre famiglie, unita alla croce di Cristo è vincitrice”, ha ribadito il cardinale. E ha concluso chiedendo di pregare per tutte le famiglie, “che mai venga loro a mancare l’amore e la fede”, e anche di pregare “per noi vescovi e per il Sinodo” ordinario sulla famiglia che si svolgerà nel prossimo mese di ottobre, in Vaticano.

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