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Emergenza Carestia in Etiopia. Malnutrizione causa disabilità per un bambino su 5

La ong CBM in prima linea con un programma speciale per assistenza disabili e un progetto per la lotta alla fame

È emergenza carestia in Etiopia, dove, a causa del fenomeno climatico chiamato El Nino, anche le zone fertili sono state colpite e rese aride da siccità e assenza di piogge, che hanno decimato raccolti e bestiame, e obbligato migliaia di persone a percorrere lunghi chilometri in cerca di cibo e acqua pulita. Si tratta della siccità più grave degli ultimi 30 anni e sono oltre 13 milioni le persone colpite.

Le più vulnerabili in questo momento sono le persone con disabilità, le prime a essere dimenticate, le ultime a ricevere gli aiuti. Nelle emergenze il tasso di mortalità delle persone con disabilità è doppio rispetto a quello degli altri. Per una persona cieca o con disabilità raggiungere le fonti di acqua e i luoghi dove si distribuisce cibo è ancora più difficile, spesso impossibile. Non solo: la malnutrizione è causa di disabilità per un bambino su 5.

Per far fronte a questo dramma, CBM ha lanciato un programma speciale per assistere le persone con disabilità. In particolare, la ong è in prima linea nel paese africano per la lotta al tracoma, con due importanti progetti a nord e a sud, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiana.

A febbraio è partito un nuovo progetto di emergenza, con l’obiettivo di portare aiuto alle comunità più colpite dalla carestia nella regione di Amhara, a Nord del Paese, con particolare attenzione alle persone con disabilità, soprattutto donne e bambini. In questo momento CBM sta lavorando con il partner locale ORDA, per far sì che i bambini con disabilità e le loro famiglie abbiano cibo e acqua e, al contempo, possano ancora andare a scuola nonostante la difficile situazione della carestia.

Per aiutare le persone colpite dalla carestia, gli operatori di CBM hanno poi messo a punto un programma per sostenere oltre 13.700 famiglie che CBM intende raggiungere fornendo sementi per l’agricoltura e poter così coltivare i terreni inariditi dalla siccità; di questi, 3.500 famiglie hanno al loro interno uno o più membri con disabilità. Particolare attenzione verrà riservata alle donne con disabilità: a 615 di loro verranno forniti animali da cortile (pollame) e a 660 agricoltori, con e senza disabilità, verranno dati piccoli animali (pecore e capre), necessari alla loro sopravvivenza.

A questi si aggiungono 21.966 studenti, che riceveranno pasti in 45 scuole della regione, in modo da non gravare ulteriormente sulle famiglie, già provate dalla carestia. Obiettivo secondario è anche quello di evitare l’abbandono scolastico dovuto alla malnutrizione.

“CBM continuerà, insieme ai partner locali, a impegnarsi per sostenere le persone vulnerabili che vivono in Etiopia – ha detto Massimo Maggio, direttore di CBM Italia – Ognuno di noi può esprimere la propria solidarietà nei confronti della popolazione colpita e sostenere le persone più deboli, con disabilità, in questa drammatica crisi umanitaria. Abbiamo bisogno del vostro aiuto!”.

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In Etiopia è in corso una carestia senza precedenti. I bambini ciechi e con disabilità sono le prime vittime. Aiutaci a intervenire prima che sia troppo tardi: Dona ora!

Per maggiori informazioni clicca su: http://www.cbmitalia.org

 

 

 

 

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